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Professori straordinari, sì ma solo nei privilegi

Aggiornamento del 14 marzo 2018: dopo la pubblicazione di questo post, ripreso anche da un articolo su La Stampa di Torino, nella riunione di ieri il Senato di UniTo ha preso atto che il regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione, non si poteva approvare nella formulazione con cui era stato presentato. Le critiche del Coordinamento UniTo sono state ripetute in un clima di evidente imbarazzo mentre il Rettore dichiarava che dovremmo fidarci maggiormente di noi stessi. Come dire: siamo così pubblicamente virtuosi e corretti che è ovvio che sceglieremo sempre i migliori. Evidentemente nessuno gli ha creduto. Il regolamento perciò ritorna a questo punto nelle Commissioni del Senato dove i rappresentati di ricercatori, precari e studenti lavoreranno per modificarlo.

Parliamo del regolamento per chiamare professori straordinari, ovvero professori ordinari finanziati con fondi esterni di privati e fondazioni, assunti per 3 anni rinnovabili per altri 3, recentemente sottoposto dal Consiglio di Amministrazione UniTo all’approvazione nella prossima seduta del Senato Accademico, che si terrà questa settimana.

Nella prima versione, proposta dagli uffici, c’era un ragionevole sistema di verifica della qualificazione dei candidati e l’indicazione dei loro doveri accademici, ma il CdA Continua a leggere

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Tutti a far la riverenza, ci inchiniamo a Sua Eccellenza!

Nella seduta straordinaria che si è tenuta il 22 Maggio, il CdA ha deciso quali debbano essere i 15 dipartimenti di UniTo (tra i 23 aventi diritto) che concorreranno al premio Miur per i cosiddetti dipartimenti eccellenti. Benché la scelta abbia apparentemente una sua logica – sono stati selezionati i 15 dipartimenti che risultano nelle posizioni più elevate all’interno della loro area – il risultato finale è che ben 6 dipartimenti medici parteciperanno, e cinque di questi concorreranno per aggiudicarsi i 20 premi disponibili in tutto per l’area medica. Questa scelta rischia di ridurre le probabilità di vittoria, perché le probabilità che cinque premi su venti Continua a leggere

Togliere ai poveri per dare ai ricchi: il premio ingannevole del MIUR

“Non c’è trucco, non c’è inganno!”. E invece come sempre c’è. Eh sì, perché il MIURha messo nella LEGGE DI BILANCIO 2017 (Art 1 commi 314-339) l’attribuzione di un premio ai dipartimenti eccellenti – definizione che già fa irritare – ma poi si scopre che sono soldi dell’FFO tolti a tutti gli altri. Ma andiamo per ordine.

Secondo la legge vi sono 350 dipartimenti che, in tutta Italia, che hanno fatto meglio nella VQR: su questi 350, il Ministero ne premierà 180, in parte sulla base dei risultati VQR, in parte in base ai progetti presentati dai singoli dipartimenti.  Sembra il “premietto” che abbiamo già visto ma non lo è. Infatti il ministero ha deciso di distribuire appunto l’FFO Continua a leggere

La Ricerca ha toccato il fondo

La Commissione Ricerca del Senato ha respinto, nella seduta del 4 luglio scorso, alcuni punti delle Linee Guida che ripensavano le modalità di distribuzione del fondo di finanziamento locale (“ex 60%”). La proposta bocciata era il risultato di una lenta e faticosa mediazione, nata dalle esperienze passate, che cercava di ottenere due obiettivi essenziali: i) garantire a tutti i ricercatori la possibilità di accedere a una quota del fondo; ii) distribuire i fondi nel modo più efficace possibile per migliorare la qualità globale della ricerca dell’Ateneo. Nello specifico, si suggeriva di non distribuire il fondo per la ricerca locale a coloro i quali avessero ricevuto ingenti finanziamenti negli ultimi due anni (la definizione quantitativa di  “ingente” veniva lasciata ai singoli dipartimenti) e di assegnare la somma così risparmiata agli altri aventi diritto, in modo da favorire coloro che non hanno accesso a forme più congrue di finanziamento. Per questo era opportuno approvare le Linee Guida; per questo probabilmente gli interessi di tutti sono stati sacrificati, ancora una volta, per il vantaggio di pochi. Continua a leggere

E il dipartimento disse: puniamolo, vuole fare ricerca da solo!

Il mio dipartimento, Studi Storici, ha deciso che è vietato fare ricerca individualmente. Ha deciso che bisogna farla solo in gruppo e se qualcuno presenta un progetto individuale per i fondi locali ex 60 per cento non deve essere finanziato. Lo ha fatto in modo illegittimo (se volete capire perché dovete leggere fino in fondo) ma comunque lo ha fatto. Solo un docente ha pensato che fosse sbagliato e ha presentato domanda da solo, con il risultato di essere punito: quel docente sono io. Continua a leggere