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Resoconti Commissioni ottobre 2018

Di seguito i punti essenziali discusse nelle varie Commissioni istruttorie.

Commissione Programmazione e Sviluppo

La prima seduta della Commissione PS è iniziata nel clima rasserenato dalla mail –inviata nei giorni precedenti– del Presidente in cui si scusava per la scarsa comunicazione che aveva caratterizzato la sua candidatura alla presidenza.

Il primo punto affrontato era “Piano strategico 2016 – 2020 – Monitoraggio anno accademico 2017/2018.”; in proposito il Presidente ha sintetizzato la situazione.

Nell’ambito della cosiddetta VAR (Valorizzazione dell’Autonomia Responsabile) la Commissione ha analizzato i 2 indicatori scelti per la FINALITÀ STRATEGICA ‘Aumentare la qualità e l’efficacia della Didattica e la sua dimensione internazionale’.
– 3.1.6 – Proporzione di studenti iscritti entro la durata normale del corso di studi che abbiano acquisito almeno 40 CFU nell’anno solare; e

– 3.2.7 – Proporzione di CFU conseguiti all’estero dagli studenti regolari sul totale dei CFU conseguiti dagli studenti entro la durata normale del corso

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Ogni tanto una gioia

Alla fine, in questa calda mattina di fine aprile è arrivato uno spiraglio di luce per le ricercatrici e i ricercatori precari dell’Università di Torino.

Infatti, dopo una settimana di intensa mobilitazione da parte delle componenti precarie dell’Ateneo e dei loro solidali, il Rettore Ajani, durante la Commissione Organico straordinaria convocata per la mattinata di oggi subito prima della seduta del Senato Accademico, ha comunicato la decisione di ritirare in toto la proposta relativa al “piano straordinario per ordinari” che la cabina di regia rettorale aveva elaborato. Una proposta che era stata fortemente contestata:  nata a seguito dello stanziamento di un fondo straordinario per ricercatori da parte del governo, avrebbe previsto (se approvata) Continua a leggere

Ambiguità, narrazioni tossiche, errori marchiani: l’intervista del Rettore a Repubblica

In questi giorni tiene banco in Università la vicenda dell’abolizione di 40 nuovi posti da ricercatore in favore di un “piano straordinario ordinari”, un paradosso semantico che da solo basterebbe a definire l’assurdità della situazione. La questione è della massima importanza non solo per l’ateneo, ma anche per il territorio nel quale esso è inserito: l’ulteriore diminuzione di personale docente proposta dai vertici avrebbe infatti gravi ripercussioni su una città per la quale gli studenti sono una ricchezza anche economica, perchè comporterà inevitabilmente l’introduzione del numero chiuso in una grande quantità di corsi. Per questo motivo, sarebbe di fondamentale importanza che in merito venissero date ai cittadini informazioni chiare, puntuali e soprattutto vere e verificabili.

Purtroppo, il quotidiano “la Repubblica” ha fatto esattamente la scelta contraria: Continua a leggere

La crepa nella muraglia e il gioco delle parti

Diciamo subito che quella di martedì 17 aprile, in cui si sono tenute le riunioni delle commissioni del Senato Accademico, è stata una “giornata molto particolare” per l’ateneo: a differenza del solito, si è manifestato piuttosto chiaramente e concretamente uno scontento da parte di una fetta importante del Senato Accademico nei confronti delle politiche della Cabina di Regia rettorale, un fatto decisamente inusitato che vale la pena raccontare e capire. E per capire cosa è successo, bisogna partire da un dato: la prassi abituale dei senatori presenti nelle commissioni è di approvare tutto rapidamente e all’unanimità. A parte rari casi, e spesso su questioni di poca importanza, quello che entra nel promemoria viene copincollato nel verbale così com’è.

Ma che la giornata di martedì sia diversa si capisce già con Continua a leggere

Ordinary Men

La notizia è arrivata giovedì pomeriggio, nel promemoria della seduta della Commissione Organico di martedì 17 aprile. La “cabina di regia”, un organo non previsto dallo statuto di Ateneo ma dove “chi conta” determina le strategie su risorse e personale, ha partorito la proposta indecente di cancellare 20 concorsi per ricercatori di tipo B, che sono l’anticamera del reclutamento stabile di nuovi docenti.

La cabina si giustifica affermando che tanto il Governo ha stanziato fondi straordinari per il reclutamento di 55 ricercatori: evidentemente, mantenendo i 20 concorsi “recluteremmo troppo”. Caso vuole che sia esattamente la stessa giustificazione che due anni fa venne addotta per ridurre i fondi ordinari destinati al reclutamento, quando ci fu la precedente assegnazione straordinaria governativa: siamo quindi in una situazione ideale per valutarne le conseguenze. Continua a leggere

Professori straordinari, sì ma solo nei privilegi

Aggiornamento del 14 marzo 2018: dopo la pubblicazione di questo post, ripreso anche da un articolo su La Stampa di Torino, nella riunione di ieri il Senato di UniTo ha preso atto che il regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione, non si poteva approvare nella formulazione con cui era stato presentato. Le critiche del Coordinamento UniTo sono state ripetute in un clima di evidente imbarazzo mentre il Rettore dichiarava che dovremmo fidarci maggiormente di noi stessi. Come dire: siamo così pubblicamente virtuosi e corretti che è ovvio che sceglieremo sempre i migliori. Evidentemente nessuno gli ha creduto. Il regolamento perciò ritorna a questo punto nelle Commissioni del Senato dove i rappresentati di ricercatori, precari e studenti lavoreranno per modificarlo.

Parliamo del regolamento per chiamare professori straordinari, ovvero professori ordinari finanziati con fondi esterni di privati e fondazioni, assunti per 3 anni rinnovabili per altri 3, recentemente sottoposto dal Consiglio di Amministrazione UniTo all’approvazione nella prossima seduta del Senato Accademico, che si terrà questa settimana.

Nella prima versione, proposta dagli uffici, c’era un ragionevole sistema di verifica della qualificazione dei candidati e l’indicazione dei loro doveri accademici, ma il CdA Continua a leggere

ImpUnito

Nella prima seduta del Consiglio di amministrazione, Scagliotti è stato eletto presidente della Commissione Bilancio. Gli facciamo i nostri migliori auguri. Sarebbe stato troppo semplice e naturale eleggere l’unica persona (Silvia Pasqua) che di lavoro fa l’economista, che ha presentato un programma sulla gestione economico-finanziaria dell’Ateneo e che ha esperienza all’interno del Cda, senza contare che Silvia Pasqua ha ottenuto il più elevato consenso nella consultazione (833 voti contro i 615 di Scagliotti). Ma presumiamo che gli altri membri dell’augusto consesso debbano aver pensato che lo sguardo di un oncologo polmonare sul bilancio sia più attento e originale. L’aspetto veramente straordinario è però scoprire le virtù medianiche dei membri del Cda, dato che l’hanno votato senza che si sia presentato al consiglio (e in particolar modo ai membri esterni) e senza aver esplicitato alcuna linea programmatica (le linee di Silvia Pasqua, medianicamente meno dotata, sono invece a verbale e per comodità scaricabili qui: Candidatura Comm BILANCIOCandidatura Comm PERSONALE). È anche possibile che in Scagliotti sia tale l’intensità del suo volere e delle sue decisioni, che, come si dice, glielo si legge in fronte. Continua a leggere