Archivi categoria: CdA

Lotto unico

Qui il volantino originale

Ancora una volta gli esternalizzati in servizio presso le biblioteche sono costretti a lasciare le postazioni di lavoro per presidiare la seduta del Consiglio di Amministrazione.

Perché? Cerchiamo di riassumerlo.

Nell’ultimo anno siamo riusciti a convincere l’amministrazione ad aprire una fase di valutazione di eventuali vie alternative all’esternalizzazione pura che avrebbero garantito migliori condizioni lavorative ed esistenziali ai lavoratori ed alle lavoratrici coinvolt* e una migliore armonizzazione del lavoro svolto, quindi un miglioramento dei servizi bibliotecari. Sfortunatamente, malgrado questo processo valutativo sia stato incredibilmente lungo, la montagna ha partorito il proverbiale topolino: l’amministrazione ha scelto di proseguire con l’appalto a ditte esterne. Continua a leggere

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Grosso guaio a Bibliotown

Molti di voi già sanno delle annose problematiche generate dall’esternalizzazione di gran parte dei servizi bibliotecari di UniTo. Nonostante le promesse del Rettore, il progetto di internalizzare il servizio facendo assumere i lavoratori da un ente dipendente dall’Università si è purtroppo recentemente concluso in un nulla di fatto: venerdì mattina, durante la seduta del CdA, verrà formalizzata la delibera che porterà all’ennesima gara di appalto. Continua a leggere

Elezioni: i nostri rappresentanti per il Comitato che seleziona la rosa dei candidati al Consiglio di Amministrazione

I ricercatori del Coordinamento UniTo che si candidano per il Comitato di Selezione sono:

Marco Scavino (RTI, Studi Storici)

Aurelia Martelli (RTI, StudiUm)

Joselle Dagnes (RTDa, Culture Politica e Società)

Daniele Radicioni (RTI, Informatica)

Resoconto “di parte” della seduta del CdA del 24 aprile 2018

di Silvia Pasqua

Eccovi un breve resoconto “di parte” della seduta del CdA del 24 aprile 2018. Come sempre riporto solo i punti che ritengo più interessanti.

  • CONFERIMENTO INCARICO DIRETTORE GENERALE: Il Rettore propone di riconfermare Loredana Segreto: è senza dubbio un DG competente (anche se in Ateneo ci sono vari problemi organizzativi/amministrativi e il DG ne è in qualche modo responsabile, essendo a capo dell’apparato amministrativo), ma ricopre questo incarico da lungo tempo (circa 10 anni). I dirigenti e i diversi ruoli ruotano (anche per contemplare alle normative anticorruzione) e le cariche accademiche (Rettore, Senatori, membri CdA, direttori di Dipartimento) sono a tempo; l’unica che rimane è sempre lei. Intervengo sostenendo che una procedura aperta, con un bando, da cui risultasse vincitore magari ad un/a DG diverso, portatore di una prospettiva nuova su tutti i problemi di UniTo sarebbe stato un valore aggiunto; gli studenti in CdA concordano su questa mia idea.
    In aggiunta emerge un problema formale (ma molto sostanziale!): il Senato Accademico, che per Statuto ha l’obbligo di votare il parere sulla nomina del DG, non ha invece votato (qui alcuni dettagli). Alla richiesta del Rettore di esprimersi sulla questione sono infatti seguiti 10-15 interventi a favore (così viene riportato) ma non è stata effettuata la votazione (che per di più avrebbe dovuto essere a scrutinio segreto, in quanto ci si esprimeva su una persona). Il Senato Accademico ha 35 membri, quindi la domanda sorge spontanea: chi non è intervenuto cosa pensava? Forse avrebbe espresso il suo dissenso con un voto contrario o forse no: di sicuro non gli/le è stata data la possibilità di farlo. A causa di questa violazione delle regole e per evitare che, passando inosservata, diventi un precedente, decido di non partecipare al voto sulla riconferma e gli studenti si astengono: la DG è comunque riconfermata a maggioranza.

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Ambiguità, narrazioni tossiche, errori marchiani: l’intervista del Rettore a Repubblica

In questi giorni tiene banco in Università la vicenda dell’abolizione di 40 nuovi posti da ricercatore in favore di un “piano straordinario ordinari”, un paradosso semantico che da solo basterebbe a definire l’assurdità della situazione. La questione è della massima importanza non solo per l’ateneo, ma anche per il territorio nel quale esso è inserito: l’ulteriore diminuzione di personale docente proposta dai vertici avrebbe infatti gravi ripercussioni su una città per la quale gli studenti sono una ricchezza anche economica, perchè comporterà inevitabilmente l’introduzione del numero chiuso in una grande quantità di corsi. Per questo motivo, sarebbe di fondamentale importanza che in merito venissero date ai cittadini informazioni chiare, puntuali e soprattutto vere e verificabili.

Purtroppo, il quotidiano “la Repubblica” ha fatto esattamente la scelta contraria: Continua a leggere

Professori straordinari, sì ma solo nei privilegi

Aggiornamento del 14 marzo 2018: dopo la pubblicazione di questo post, ripreso anche da un articolo su La Stampa di Torino, nella riunione di ieri il Senato di UniTo ha preso atto che il regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione, non si poteva approvare nella formulazione con cui era stato presentato. Le critiche del Coordinamento UniTo sono state ripetute in un clima di evidente imbarazzo mentre il Rettore dichiarava che dovremmo fidarci maggiormente di noi stessi. Come dire: siamo così pubblicamente virtuosi e corretti che è ovvio che sceglieremo sempre i migliori. Evidentemente nessuno gli ha creduto. Il regolamento perciò ritorna a questo punto nelle Commissioni del Senato dove i rappresentati di ricercatori, precari e studenti lavoreranno per modificarlo.

Parliamo del regolamento per chiamare professori straordinari, ovvero professori ordinari finanziati con fondi esterni di privati e fondazioni, assunti per 3 anni rinnovabili per altri 3, recentemente sottoposto dal Consiglio di Amministrazione UniTo all’approvazione nella prossima seduta del Senato Accademico, che si terrà questa settimana.

Nella prima versione, proposta dagli uffici, c’era un ragionevole sistema di verifica della qualificazione dei candidati e l’indicazione dei loro doveri accademici, ma il CdA Continua a leggere

Resoconto “di parte” della seduta del Consiglio di Amministrazione del 29 novembre 2017

Ecco i punti più rilevanti:

EDILIZIA

Viene approvato il progetto definitivo per la messa a punto di Palazzo Nuovo. 11 milioni di euro. In commissione edilizia (2 settimane prima) avevo chiesto un dettaglio sulle fonti per coprire tale costo, precisando che avrei voluto avere questa informazioni PRIMA della seduta del consiglio. Ovviamente NULLA arriva se non al tavolo il giorno della seduta. Peraltro un’informativa a me poco chiara. Da quel che ho capito circa 4 milioni arrivano dal Ministero, circa 2 sono presi dall’avanzo di bilancio 2015 e i restanti 5milioni da un fondo (riserve libere di patrimonio) che sembra avere una consistenza di 34 milioni di cui parte già utilizzati. Parte? Quanta parte? Che informazione per un cda è “in parte già utilizzati”? Voto contro. Gli studenti fanno anche notare (già in commissione) che le planimetrie del progetto non sono state discusse e condivise con gli studenti di Palazzo Nuovo e ottengono un tavolo di discussione su questo. Era il minimo! Continua a leggere