Le nostre schede bianche nelle Commissioni del Senato

Qualche giorno fa sono stati eletti i presidenti delle Commissioni del Senato: Ricerca è andata a Stefano Geuna, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche: Didattica a Franca Roncarolo, direttrice del Dipartimento di Culture, Politica e Società; Organico a Marco Vincenti, direttore del Dipartimento di Chimica; Programmazione e Sviluppo a Alessandro Zennaro, direttore del Dipartimento di Psicologia.

Certo è che tutto si può dire dei senatori di Unito tranne che siano fonti di sorprese e di palpitazioni elettorali. Non sorprendono mai nelle loro decisioni ma soprattutto non sorprendono mai nella loro composizione. Lo abbiamo visto negli ultimi mesi: salvo qualche rarissima eccezione, le elezioni per i nuovi direttori di dipartimento hanno avuto candidati unici e gli elettori hanno avuto solo la possibilità di aderire o meno a un plebiscito. E poi, con equilibrismi elettorali tra direttori e rappresentanti di area, quasi nessuno ha dovuto davvero competere per un posto in Senato.

Abbiamo assistito alla stessa logica nell’elezione dei presidenti delle commissioni del Senato. I nomi di Geuna, Roncarolo, Zennaro e Vincenti circolavano come sicuri da molti giorni, evidentemente frutto di accordi nei corridoi. Nulla di nuovo sotto il sole, ovvio. Ma senza scomodare le regole della partecipazione e della democrazia, anche solo banalmente per rispetto dei membri delle quattro commissioni, la classe dirigente del nostro Ateneo avrebbe potuto evitare di decidere ancora una volta al di fuori dei luoghi preposti e fare almeno finta di avere dei candidati veri.

Per quanto siamo abituati a questi comportamenti di chi poi spesso vuole farsi promotore della partecipazione di tutti alla “comunità scientifica”, lo abbiamo giudicato un pessimo modo di cominciare il lavoro collettivo delle Commissioni. Perciò, i rappresentanti dei ricercatori, degli afferenti temporanei e degli studenti che si riconoscono nel Coordinamento hanno deciso di votare scheda bianca. Il risultato è stato che i presidenti non sono stati eletti con quel voto plebiscitario che ogni volta vorrebbero e, nel caso di due commissioni (Didattica e Programmazione & Sviluppo) si è dovuto ripetere il voto perché i candidati non hanno raggiunto la maggioranza assoluta richiesta al primo turno.

Un piccolo segnale di speranza per il futuro viene da ciò che è successo in Commissione Didattica dove ormai da anni il ruolo di vicepresidente viene ricoperto da uno studente. L’inizio è stato pessimo: in prima battuta, la presidente in pectore – a cui peraltro va riconosciuta una consueta attenzione istituzionale al dialogo e all’ascolto – ha proposto una “doppia vice presidenza” studente-docente che però, ne fosse o meno consapevole, avrebbe costituito un evidente arretramento rispetto alle passate Commissioni. Il voto contrario compatto dei rappresentanti degli studenti, degli afferenti temporanei e dei due ricercatori del Coordinamento (il terzo ricercatore, che non si riconosce nel Coordinamento, ha votato invece a favore) ha permesso di sventare il tentativo impedendo il raggiungimento della maggioranza assoluta per un solo voto: sette favorevoli, sette astenuti (che valgono come contrari).

Dopo una lunga discussione in cui gli astenuti hanno espresso con fermezza il loro dissenso e sottolineato le criticità che la “doppia vice presidenza” avrebbe comportato, la proposta è stata ritirata. A quel punto è stato indicato Luca Mirabile, rappresentante degli studenti, come vice presidente e nella successiva votazione Roncarolo è stata eletta. Ulteriore dimostrazione, se ce fosse stato bisogno, che il lavoro e il dialogo trasversali delle diverse componenti “non allineate” è in grado di intervenire sui processi decisionali da cui, al contrario, si vorrebbero sempre escludere le voci dissenzienti o anche solo critiche.

I rappresentanti degli Studenti, degli Afferenti Temporanei e dei Ricercatori del Coordinamento UniTO nelle Commissioni Istruttorie del Senato

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