Prima seduta del “nuovo” Consiglio di amministrazione /24 ottobre 2017).

Ecco i punti più rilevanti:

EDILIZIA

Abbiamo approvato l’impegno UniTo per la nuova Città della Salute. Il contributo di UniTo all’operazione sarà nei limiti di quanto ricaveremo dalla vendita delle nostre proprietà nell’area Molinette (ho fatto mettere a verbale che questa è ‘interpretazione del termine “valorizzazione” che si legge nell’accordo, a futura tutela del nostro ateneo) e dall’impegno a chieder un contributo al MIUR.

PERSONALE

Un punto all’OdG che prevedeva l’approvazione di una relazione circa l’esito della sperimentazione delle Aree di Polo dei servizi amministrativo-gestionali a supporto della ricerca è stata l’occasione per chiedere (già in sede di commissione):

  • di discutere dei problemi relativi alla riorganizzazione sulla base di dati sui carchi di lavoro, sulla numerosità del personale nelle varie aree e nei vari poli, tenendo anche in conto il personale assunto a tempo determinato su specifici progetti;
  • di vedere come sono stati allocai i punti per il personale TA dal 2014 in poi, quanti punti organico restano disponibili dalle passate programmazioni oltre che da quella attuale, quante stabilizzazioni di personale e tempo determinato sono state fatte e su che posizioni, quanto personale con contratto a tempo determinato abbiamo ancora e su che posizioni. Questi dati secondo la DG erano già pronti per il consiglio, ma al momento nessuno li ha mandati ai consiglieri…

STUDENTI

Ordinaria amministrazione

BILANCIO

  • Viene presentato il monitoraggio del piano strategico 2016-2018. Tra gli indicatori ce n’è uno particolarmente interessante: la % di ore ricoperte a titolo oneroso con dettaglio per SSD / Dipartimento. Questo ci consentirebbe di valutare, tra l’altro, se le scelte di reclutamento e promozione da RTI a PA (con relativo aumento non oneroso di ore di didattica) dei Dipartimenti negli ultimi anni hanno aiutato a ridurre i costi per contratti esterni o meno…. Ovviamente questo indicatore è praticamente l’unico per cui mancano i dati non solo per gli anni precedenti, ma anche per l’anno in corso. Per l’anno in corso stanno mettendo a punto un modo per ricavarlo dai dati sui pagamenti dei contratti di insegnamento, ma per gli anni precedenti non c’è alcuna intenzione di chiedere ai Dipartimenti il dato. Così siamo tutti tranquilli che nessuno potrà mai neanche pensare di monitorare le scelte dei dipartimenti in tema di reclutamento.
  • Vengono prorogati gli appalti per servizio di pulizia, facchinaggio e reference (bibliocoop per intenderci). Sul servizio reference lo scorso cda aveva istituito un gruppo di lavoro per trovare una soluzione alternativa, ma dopo un anno e mezzo nessuna decisione è stata presa e quindi si procede al rinnovo. Speriamo davvero sia l’ultimo e si passi a una soluzione più soddisfacente per l’Ateneo e per i colleghi bibliocoop!!
  • Anche questa volta non c’è speranza di vedere il bilancio di previsione 2018 in tempi ragionevoli che consentano una discussione VERA del bilancio. Il cronoprogramma prevede un iter che porterà il bilancio in CdA solo nella seduta di dicembre, come sempre negli anni passati. Faccio notare che quest’anno (a differenza degli anni scorsi) l’FFO 2017 è stato comunicato dal ministero “già” ad agosto, e siccome noi nel bilancio di previsione dell’anno successivo (nel caso specifico il 2018) mettiamo di solito il valore dell’FFO dell’anno prima (2017 in questo caso) forse per una volta si poteva tentare di arrivare ad una approvazione consapevole del bilancio. Io in queste condizioni non sono disposta ad approvarlo. Il CdA sta di fatto rinunciando ad una delle sue competenze principali: la gestione del bilancio e la programmazione. Non è accettabile che ci arrivino dagli uffici bilanci preconfezionati con la spada di Damocle che si deve approvare entro il 31/12! Tra l’altro le informazioni sullo stato attuale del bilancio 2017 parlano di un avanzo di oltre 5 milioni di euro e io davvero vorrei che si discutesse su come spenderli questi 5 milioni di euro, perché le esigenze sono molte e occorre una discussione approfondita perché si possano prendere decisioni consapevoli. L’impressione è invece che ci si trinceri ancora una volta dietro difficoltà tecniche per limitare lo spazio di discussione e di proposta sull’allocazione dei fondi di bilancio.

 

Silvia Pasqua

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