Manituana non deve chiudere, Manituana è di tutti

L’Ateneo ha posticipato al 5 settembre la chiusura di Manituana per iniziare lavori di ristrutturazione il cui obiettivo è realizzare in quei locali una sala studio (http://www.manituana.org/2017/07/14/verrano-al-contrattacco-con-elmo-ed-armi-nuove-manituana-non-si-tocca/). Poche settimane non cambiano niente ma consentono perlomeno di pensare a iniziative di sostegno a uno spazio di libertà e di cultura che non deve chiudere.

Manituana, davanti a Palazzo Nuovo, è da due anni un Laboratorio Culturale Autogestito degli studenti di Unito, un luogo di incontro e di scambio, un’esperienza che ha coinvolto i docenti e molti soggetti della città. Chiuderlo o spostarlo (anche se neanche la seconda ipotesi è stata garantita dai vertici dell’Ateneo) sarebbe una ferita nel tessuto culturale torinese e non solo dell’Università. Contro questa chiusura chiediamo a tutti di opporsi, partecipando alle iniziative che verranno proposte da Manituana.

 

Chiudere Manituana è sbagliato, perché è un luogo di incontro, di studio, di cultura che è cresciuto nel corso del tempo, riconosciuto da studenti e docenti, dove si sono svolte e si svolgono attività culturali. Ed è esattamente di fronte a un palazzo dove, senza più dipartimenti, si è asciugata ogni forma di incontro e comunità.

Spostare Manituana è sciocco perché non bisogna essere un antropologo, un sociologo o uno psicologo per sapere che i luoghi contribuiscono a costruire comunità quanto le persone; che gli individui riconoscono gli spazi come propri, li abitano, gli forniscono identità; che, al contrario, sono molti gli spazi possibili per realizzare altre sale studio.

Cacciare gli studenti da Manituana è soprattutto antieducativo perché siamo di fronte a un esempio virtuoso – che piaccia o meno – di come gli studenti non chiedono solo alla loro università ma danno qualcosa, costruiscono un’esperienza comunitaria, che peraltro regalano ai loro compagni del futuro.

Ricordo che quando scrivemmo il nuovo Statuto, a un certo punto fu proposto di scrivere che “l’Università è una Comunità di studio e di ricerca”. Fummo tutti d’accordo, perché ci sembrava rappresentasse un modo di essere e di pensare l’Università. I ragazzi di Manituana lo fanno tutti i giorni. Ci siamo sbagliati a scriverlo?

Bruno Maida

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