Il verbale spiegato a mio figlio

– Cosa stai leggendo?

– Un verbale.

– Cos’è un verbale?

– Quando delle persone si riuniscono e discutono, e magari prendono delle decisioni, si scrive quello che si sono dette. Come dice il termine stesso, il verbale contiene le parole di quelli che hanno discusso.

– Proprio tutte le parole?

– No, altrimenti sarebbe una trascrizione. È una sintesi dei discorsi che sono stati fatti.

– Ho capito, ma chi lo decide?

– Decide cosa?

– Quali parole mettere. Se non si possono mettere tutte, qualcuno allora decide quali vanno messe.

– C’è un verbalizzante che scrive frasi che restituiscono il senso della discussione.

– E se lo fa male?

– Beh, gli altri possono controllare.

– In che modo?

– Per esempio, il verbalizzante rilegge tutto quello che ha scritto la volta successiva che le persone si incontrano, così tutti possono controllare che abbia riportato bene il loro pensiero.

– E se non si vedono più?

– Oh, ma non ti va mai bene niente? Comunque, si può mandare il verbale con un email a tutti quelli che hanno partecipato e si aspetta che tutti rispondano. Ma soprattutto se non sei d’accordo puoi non firmarlo.

– Ma scusa, in quello che stai leggendo ci sono due firme e basta. Erano solo in due quelli che hanno fatto la riunione?

– No, erano molti ma lo hanno firmato solo il presidente e il verbalizzante.

– E perché? Hai detto che lo devono firmare tutti.

– Dovrebbe essere così ma a volte succede che nessuno ha deciso le regole su come si deve fare in quel caso e chi presiede fa un po’ come gli pare.

– Allora può scrivere quello che vuole.

– Non dovrebbe farlo, non sarebbe onesto.

– Ah, è quella roba che dicevi, che ci si deve comportare in modo… epico?

– Etico, avevo detto. Sì, comunque è quella roba lì.

– E in questo caso l’hanno fatto?

– Non lo so. Bisognerebbe chiedere a chi era presente.

– Allora chiediglielo.

– Non potrebbe rispondermi perché quello che è successo in quella riunione deve rimanere segreto.

– Ma allora non si può sapere se si sono comportati bene?

– Ci si può solo fidare in questo caso.

– Però quando non porto all’insegnante i compiti e gli dico che li ho fatti, lui non si fida mica e se non li vede mi mette l’insufficienza.

– E fa bene.

– Ma da te, all’università, qualcuno mette l’insufficienza a chi non fa quello che deve?

– Purtroppo quasi mai. Anzi a volte si viene premiati…

– Mah, non lo capisco proprio, siete strani.

 

Bruno Maida

 

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