Più che trasparente: invisibile!

di Alessandro Barge

Sono trascorsi 11 giorni dalla fine dei lavori del Comitato di selezione per i candidati al Consiglio di amministrazione; domani e dopodomani si voterà. Sono trascorsi 11 giorni e non so ancora la ragione della mia esclusione dalla rosa dei candidati. Eppure, prima ancora di mettere in discussione la legittimità o meno di tale esclusione, io ho il diritto di conoscerne le motivazioni. Dovrebbero essere indicate con precisione nel verbale del Comitato. Ma di questo verbale non c’è traccia.

E così, non solo non mi è possibile/concesso conoscere tali motivazioni, ma neppure di discuterle ed eventualmente contestarle. Non ho la possibilità di fare ricorso, né di fermare una procedura che in molti dichiarano essere essere stata ed essere zoppa e non aderente alle regole definite dallo stesso Ateneo. Dovrò probabilmente attendere che tutto si compia, che il Senato nomini i membri interni, il Rettore quelli esterni. E quando tutto sarà deciso, come sempre accade, ci sarà un avvocato dell’Ateneo che dichiarerà che tutto è stato fatto regolarmente mentre privatamente verrà detto a tutti di lasciar perdere. Perché a chi governa Unito interessa la forma, mentre la sostanza evidentemente può sempre essere rimandata.

Perché in sostanza, quello che non verrà garantito è il diritto di un candidato di sapere perché non è stato scelto, di essere o non essere d’accordo con quanto è stato deciso sulla base di atti pubblici e consultabili. Non solo: va anche detto che, in generale, a tutti i candidati è stato negata una campagna elettorale nei tempi previsti dai regolamenti, tempi adeguati a diffondere una corretta e ampia informazione. Insomma, ancora una volta siamo di fronte alla democrazia a due velocità che piace alla nostra classe dirigente: quella scritta e trasformata in narrazione pubblica per i giornali e per chi ci vuole credere; quella reale che non sa confrontarsi con il dissenso e con le pratiche reali del dibattito e del conflitto.

Che io non sia stato scelto come candidato è irrilevante, che invece una nuova ferita sia stata inferta alla fragile democrazia di Unito è importante. Senza trasparenza, senza condivisione, senza responsabilità la nostra comunità è decisamente più debole. Per chi ha davvero a cuore tutto questo, sono giorni bui e tristi.

 

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