Un 2017 di cambiamenti per i lavoratori esternalizzati UniTo

di BIBLIOCOOP – Flaica Cub Torino

Il 2017 si è aperto con una grave novità per tutti i lavoratori esternalizzati come noi bibliotecari: è stato pubblicato il nuovo bando di gara per il servizio  di  accoglienza,  portierato,  piccolo  fattorinaggio  e  supporto  agli  audiovisivi che non contiene garanzie sufficienti affinché i lavoratori conservino tutti il posto e i livelli salariali attuali.

Sono spariti dal testo dell’appalto il riferimento ad un contratto di lavoro da applicare ai dipendenti e la clausola sociale che obbliga alla riassunzione del personale attualmente impiegato in caso la cooperativa attuale, REAR, perda la gara.

Troppo poco assegnare nella gara un punteggio a chi proporrà un aumento al costo orario minimo individuato dall’amministrazione nella misera cifra di €6.42: chi lavorerà in questo appalto rischia di guadagnare meno di 4 € l’ora! Allo stesso modo viene assegnato un punteggio al concorrente che s’impegna ad assumere il personale in continuità, con il rischio che nella dinamiche della gara i concorrenti scelgano invece di abbassare i prezzi, cosa ovviamente che da un punteggio maggiore, anziché di assumere tutti.

Noi lavoratori sappiamo bene che la scomparsa dal bando di gara dell’indicazione di un contratto di riferimento e della clausola sociale sono dovuti al nuovo regolamento appalti (Dlgs. 50/2016) voluto da Renzi e dall’allora e attuale ministro delle infrastrutture Del Rio.

Conosciamo quali danni abbia già prodotto anche nella nostra regione (vertenze Reggia di Veneria e Edisu) e l’amministrazione fin qui ha fatto troppo poco per tutelare chi lavora professionalmente da anni in Università anche se esternalizzato. La stagione degli appalti è finita, sbranata dalla necessità di far cassa sulla pelle dei lavoratori: se il rettore Ajani e la sua amministrazione non si vogliono accodare a questa macelleria devono avere più coraggio nelle scelte.

Il 2017 è anche l’anno della piena applicazione della legge purga Gelmini: il personale interno (e di conseguenza noi esternalizzati!) è stato riorganizzato accentrando e aumentando le responsabilità dell’amministrazione centrale.

Le biblioteche ora non sono più organizzate a livello dipartimentale, ma dipendono dalla direzione ricerca e terza missione: al di là di vedere cosa effettivamente accadrà, noi lavoratori rileviamo il rischio di accentrare così tanto personale e responsabilità in un’unica figura. Una scelta manageriale organizzativa che spersonalizza il lavoro: noi bibliotecari infatti veniamo considerati pacchetti di ore, quindi spostabili come per comporre un puzzle senza tenere conto che siamo persone con una propria dignità sia sul lavoro sia nella vita privata.

Come abbiamo già fatto notare questa visione del lavoro ha già prodotto fallimenti come l’esperimento dell’estensione dell’orario di apertura della biblioteca Bobbio al sabato ora abbandonato, delle organizzazioni confuse come per l’apertura al sabato della biblioteca Tabacco in cui viene obbligato alla copertura di turni in solitario anche personale che non lavoro normalmente in quella struttura e che quindi non la conosce, oppure il trasferimento forzato di oltre 20 ore di lavoro da una struttura all’altra come è avvenuto a novembre nelle biblioteche del dipartimento Filosofia – Scienze dell’educazione, in cui non si è tenuto conto dei carichi di lavoro prodotti dal sottrarre così tante ore da un struttura sola. In tutti questi casi sì è cercato di tappare i buchi con i tirocini e il lavoro studentesco, mentre è evidente che si sarebbero dovute aumentare le ore di lavoro o assumere nuovo personale.

Il 2017 ha visto anche chiudersi un contenzioso aperto da oltre 2 anni con la ditta Re.Uni.To, da cui dipendiamo noi bibliotecari, per il pieno riconoscimento di ferie e permessi retribuiti. Infatti in questi ultimi tre anni la ReUniTo ha illecitamente ridotto ferie e permessi a noi dipendenti facendole maturare solo sulle ore lavorate invece di rispettare quanto contrattualizzato. Proprio a gennaio la ditta ci ha infine comunicato di aver deciso di rispettare la maturazione di ferie e permessi secondo contratto, ma il sindacato non aveva chiesto solo questo.

Il sindacato ha chiesto che il personale venisse pagato con uno stipendio (ovvero con un fisso secondo quanto contrattualizzato) e non più come è accaduto fino ad oggi con un salario (ovvero a cottimo variabile sulla base delle ore lavorate mensilmente). Il salario non è dignitoso per i lavoratori, rende difficile organizzare la propria vita perché non sai mai quanto sarai pagato e ha permesso per anni alla ditta e alle cooperative di assottigliare la maturazione di ferie e permessi portando via illegalmente soldi e contributi che spettavano ai lavoratori.

Non ci siamo dimenticati del passato e sappiamo che quei soldi ci spettano: noi però chiederemo alla ditta di utilizzarli per assumere il nostro personale precario. Non è uno scambio, ma è solidarietà attiva da parte dei lavoratori: non possiamo continuare ad accettare che vicino a noi lavorino persone a chiamate senza uno straccio di diritto. Assunzione subito e senza applicazione dell’ignobile Jobs Act!

Anche noi iniziamo il 2017 con un cambiamento: il lavoro non è solo un tornaconto, ma solidarietà e lotta.

BIBLIOCOOP – FLAICA CUB TORINO

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