Resoconto (di parte) del CdA del 22 dicembre 2015

di Silvia Pasqua

Programmazione integrata di Ateneo 2016 – 2020: la lunga documentazione (assieme ad un promemoria di 331 pagine) è arrivata come sempre all’ultimo (venerdì 18 alle 16, consiglio il martedì mattina…). Ci sono molte cose che non mi convincono: i tavoli di lavoro previsti per l’implementazione della programmazione coinvolgono prevalentemente i vicerettori (nominati) riservando un ruolo marginale a SA (eletto) e CdA (nominato sulla base di una consultazione); chiedo di aggiungere l’impegno a non aumentare la contribuzione studentesca; chiedo si specifichi meglio cosa sono gli “acquisti green”; chiedo di definire meglio cosa si intende e come pensiamo di misurare “l’eccellenza nella ricerca”; chiedo che non si punti tanto sui corsi on line, quanto su strumenti on line per i corsi (ad esempio per gli studenti che lavorano); chiedo si rivedano i questionari sulla qualità dei vari servizi che momento non mi appaiono utilissimi a dare indicazioni. Il Rettore si annota tutto. E il documento viene approvato.

Programma Triennale dei Lavori Pubblici triennio 2016 – 2018: approviamo l’elenco delle opere di edilizia che vorremmo attuare nei prossimi anni. Molte hanno già avuto copertura nei bilanci degli anni passati. La grande novità è che si riparte con il progetto Grugliasco per spostare lì almeno uno dei dipartimenti di via Giuria.

Bilancio Unico di Previsione 2016: la grande novità di questo bilancio di previsione, almeno per quel che mi riguarda, è che finalmente al mio terzo bilancio ho capito (quasi) tutto! Merito di una serie infinita di riunioni e fogli e tabelle con le spese per ciascuna direzione… Qualche consigliere si arrabbia per questa mia battuta! Siamo ancora lontani dal bilancio partecipato che avevamo chiesto, ma abbiamo (e credo di parlare anche a nome dei colleghi in commissione Programmazione e Sviluppo del SA) almeno ottenuto di capire e vedere le singole voci di spesa per ciascuna direzione. Di fatto vengono confermati gli stanziamenti come lo scorso anno per i dipartimenti, per il 60% e per le biblioteche. Vengono stanziati 1,3 milioni in più per i dottorati. Si mettono a bilancio fondi per la sicurezza e un fondo di riserva per le emergenze. Vengono stanziati in voci distinte 500.000 euro per interventi e supporto gestionale al piano strategico (occorrerà monitorare per cosa li andremo a spendere!). Personalmente ritengo che le spese della Divisione sistemi informativi e portale siano davvero alti e che bisognerebbe lavorare per ridurre contratti esterni e aumentare il lavoro “fatto in casa”. Ma il siparietto migliore arriva quando si discute di pagamento della didattica dei ricercatori. Sono a bilancio 1.750.000 euro, come lo scorso anno, ma il Prorettore Barberis dice che quest’anno spenderemo meno perché molti colleghi sono diventati PA e quindi non dovranno essere pagati. COSA???? La legge Gelmini dice: si stanziano soldi nel bilancio, si divide quanto c’è per le ore erogate e si determina così (E SOLO COSI’!) l’ammontare della retribuzione oraria. E infatti lo scorso anno abbiamo preso meno dei 25 euro lordi, il minimo di legge per il pagamento della didattica agli esterni. Ora, se quest’anno anche ci arriva qualche euro in più dei 25 non pare un gran regalo. Ma Barberis e Gilli insistono che se si fanno i conti con 25 euro/ora allora avanzeranno soldi che loro propongono di mettere per i visiting professors. Mi oppongo e il Consiglio, con una guizzo da Ponzio Pilato, rimbalza la cosa al SA chiedendo un loro parere: preferite aumentare la retribuzione oraria dei ricercatori (che comunque non credo potrà andare oltre il 30 euro) o tenere fondi da investire in ricerca? Strano rimando al SA da un CdA che si lamenta sempre che il SA decide tutto e noi siamo solo passacarte! Strano soprattutto perché la somma da mettere a bilancio per la didattica dei ricercatori spetta al CdA come è esplicitamente scritto nella legge Gelmini. Vedremo come va a finire questa pietosa storia! Chiedo inoltre di mettere all’OdG di uno dei prossimi consigli (gennaio o febbraio al massimo) la faccenda dei residui attivi del dipartimento di Biotecnologie che non si è preso in carico il debito nei confronti dell’Ateneo della quota del project financing per la costruzione della sede di via Nizza. Il vecchio dipartimento (pre-Gelimini) si era impegnato a versare una parte (700.000 euro credo) della rata annuale di 3.300.000 di euro che l’Ateneo paga, ma il nuovo dipartimento, da quando esiste, non ha mai versato la sua parte adducendo varie motivazioni (uso non esclusivo dei locali, uso didattico dei locali…). E’ una situazione che va chiarita al più presto una volta per tutte.

Proroga incarichi personale TA fino al 31/12/2016 perché entro quella data dovrà essere completata la riorganizzazione del personale TA dell’ateneo. Unica eccezione gli incarichi in posizioni “sensibili” e a rischio di corruzione che per legge devono ruotare con scadenze periodiche fisse.

Richiesta di esonero parziale dalla didattica da parte dei proff. Biolatti (vice rettore all’edilizia) e Scagliotti (vice rettore alla programmazione): vengono approvate, all’unanimità per il prof. Biolatti e a maggioranza (io voto contro) per il prof. Scagliotti. Il prof Scagliotti ha già l’esonero al 50% in quanto direttore di dipartimento. Ora chiede un ulteriore 20%. Chiedo ironicamente al consiglio se all’accumularsi di cariche ci troveremo un giorno ad avere vice rettori con carico didattico negativo e se in quel caso saranno gli studenti a dover far lezione ai professori con troppi incarichi. Nessuno ride della battuta! Non sono molto spiritosi quando si toccano certi argomenti e certe cariche!

Si modifica la destinazione di 0,5 punti organico del Dipartimento di Filosofia. Il dipartimento (come altri) aveva ricevuto 0,5 punti organico per “dotare di punti organico” un ricercatore su una sede distaccata, ma il RTDa ha vinto altrove e quindi questi punti non servono più. Il Dipartimento chiede (e ottiene) di poterli comunque avere in modo che, integrati con 0,2 della loro dotazione, possano fare una chiamata di PA esterno. La procedura dovrà essere bandita per una delle materie caratterizzanti del Corso di studi in Scienze della Formazione Primaria a ciclo unico attivo presso la sede di Cuneo/Savigliano. Notare che a causa di un concorso da PA riservato ad esterni che non si è chiuso e del cambio delle regole sul periodo su cui contare il 20% di esterni, siamo sotto la soglia fatidica per il triennio passato. E’ sempre bello sapere che il Ministero ci cambia le regole quando il gioco è già finito! No comment!

Si presenta un caso analogo a quello del consiglio di novembre con due colleghi RTI che hanno vinto come PA in altri atenei su punti organico del Piano straordinario associati, per cui ci torna 1 punto organico, spendibile solo per PA. Viene riassegnato ai dipartimenti che hanno perso le due persone, per una chiamata esterna (0,7) e per uno slittamento (0,2). Resta 0,1 che si somma allo 0,1 della faccenda analoga di novembre, quindi uno 0,2 su cui si rinvia la delibera a gennaio.

Infinite modifiche di regolamenti didattici di vari corsi.

Si delibera una modifica delle borse studenti Erasmus, aumentando l’ammontare della borsa per le fasce meno abbienti.

Approviamo come sempre un po’ di master e questa volta ne disattiviamo anche un bel po’ (che non hanno raggiunto il numero minimo di iscritti). Inoltre approviamo una proroga nella scadenza per la presentazione in modo da dare il tempo ai master di adeguarsi alla nuova disciplina del regolamento unico fondi e commesse esterne.

Come noto dai giornali, l’approvazione della convenzione con la Compagnia di San Paolo è rinviata.

Approviamo convenzioni varie.

Deliberiamo di inserire nelle procedure di gara per l’affidamento dei servizi di interesse dell’Ateneo, che comportino impiego prevalente di manodopera, la cosiddetta “clausola sociale” che prevede l’assorbimento prioritario da parte del vincitore della gara che subentra degli addetti che lavoravano per l’appaltatore uscente.

Ci arrivano richieste di deroga dal regolamento fondi e commesse (il regolamento “conto terzi” per intenderci) da parte di vari master. Per i master finanziati dalla Regione si decide di derogare in quanto le nostre regole sono incompatibili con quelle dei piani finanziari imposti dalla regione. Pertanto a questi master si applicherà un prelievo del 7% corrispondendo alla quota massima di spese generali da non rendicontare previste dai bandi regionali. Per gli altri master che lamentano di andare in passivo qualora fossero applicate le percentuali di prelievo del regolamento unico, si costituisce una commissione (di cui facciamo parte io, Vallerani, Buchi, Zangola e il dirigente Bruno) per valutare caso per caso la situazione. A gennaio si porteranno i risultati delle analisi fatte.

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