Notizie dalle Commissioni del Senato del 15 dicembre 2015

Qui di seguito un sunto dei punti salienti (quindi non esaustivo) delle sedute delle commissioni istruttorie del Senato Accademico tenutesi il 15-12-2015, a cura dei rappresentanti dei ricercatori nelle commissioni.

Il resoconto completo (a cura dell’Ufficio Supporto al Senato Accademico), con le delibere approvate, sarà disponibile dopo la prossima seduta del Senato Accademico a questo link.

Per eventuali ulteriori approfondimenti è possibile contattare direttamente i rappresentanti.

Commissione congiunta Programmazione e Sviluppo-Ricerca su convenzione con Compagnia di San Paolo (CSP)

All’ordine del giorno la convenzione triennale con la Compagnia di San Paolo (CSP). Appare anche all’ordine del giorno (lunedi 14 sera) la bozza di linee guida per la convenzione fra l’ateneo e gli enti strumentali della CSP: Collegio Carlo Alberto (area economia e scienze sociali) e Hugef (area medica, biotecnologie). Ci rifiutiamo di discuterla martedi 15, il preavviso è ridicolmente breve per studiare adeguatamente i documenti. Chiediamo di rimandare la discussione delle linee guida a Gennaio. La risposta del Rettore è che CSP chiede l’approvazione contestuale della convenzione triennale e delle linee guida, entrambe a dicembre. Quindi si decide di riconvocarci giovedi 17 per discutere le linee guida. Con il senno di poi tutto questo fa ridere, ma la settimana scorsa non lo sapevamo.

Convenzione triennale (Martedi 15).

Sono presenti il Rettore, il “negoziatore” Baricco e il vice-rettore Bussolino (che ha lavorato alle linee guida della convenzioni con gli enti strumentali). Noi apprezziamo il miglioramento del testo della convenzione triennale sui finanziamenti alla didattica e alla ricerca, in linea con quanto richiesto nella riunione congiunta di Novembre. In particolare bene che siano spariti i posti di dottorato finanziati ad hoc su progetti; bene che i fondi per i finanziamenti ex-post lascino spazio anche al finanziamento di progetti curiosity driven. Sottolineiamo che sulla terza parte – innovazione – rimangono molti punti che non ci piacciono, ci concentriamo su Scival (il software per la valutazione della ricerca, prodotto da Elsevier e che costa 150 mila euro, che ci assicurano non servirà per la valutazione interna ma quale strumento aggiuntivo per la CSTF al fine di individuare i migliori potenziali collaboratori), ma tutti intendiamo il testo come frutto di un accordo raggiunto e quindi non ulteriormente modificabile. Approviamo il testo.

Linee guida per la convenzione con gli enti strumentali (giovedi 17).

Sono presenti Bussolino e Caterina; anche Massaglia (presidente della commissione ricerca) ha partecipato all’ultima fase di negoziazione sulle linee guida.

Le linee sono evidentemente ancora molto abbozzate. Interveniamo chiedendo di esplicitare la richiesta di trasparenza nei criteri di reclutamento e nelle risorse (fondi di ricerca, rimborsi, retribuzione, premi) a disposizione di chi – strutturato UniTo – si affilia agli enti strumentali (ES). I TA chiedono di aggiungere la possibilità che i tecnici della ricerca lavorino per gli ES; rileva soprattutto per Hugef; chiediamo cautela, in modo che i TA non scompaiano dai dipartimenti per lavorare altrove; Bussolino risponde che Hugef e la sua strumentazione sono “per tutti” e non solo per gli affiliati all’ES, e che quindi il problema non si pone.

Il punto cruciale delle linee guida è però la possibilità per CSP di finanziare posti di docenza in Unito (si parla – ma non è ovviamente scritto – di due posti da professore ordinario). La legge prevede questa possibilità per enti esterni: se il finanziamento è decennale il posto diventa a tempo indeterminato e la persona è acquisita da UniTo senza l’impiego di punti organico, ma “solo” con l’impegno di pagare lo stipendio da lì alla pensione! Integriamo il punto con l’esplicitazione che le persone siano selezionate per concorso e non con chiamata diretta, e che il concorso sia fatto in accordo con il piano organico di ateneo. Criteri molto blandi, ovviamente.

Approviamo il testo così modificato.

 

Commissione ricerca

Si segnala che la legge 11/2015 ha portato a 6 anni il limite di fruibilità di assegni di ricerca. Resta immutato però il limite massimo di 12 anni totali tra assegni+RTDa (+ eventuale estensione di 2 anni)+RTDb. Sarà attiva dal nuovo anno la nuova procedura per assegni a totale carico. Con la nuova procedura gli assegni potranno essere banditi direttamente dal dipartimento in qualunque momento (non è necessario aspettare le tornate).

Audizione del Vicerettore alla ricerca (F. Bussolino) sulle frodi scientifiche. Il problema della frode scientifica è molto più diffuso di quanto si pensi. Molti enti finanziatori (es. AIRC) chiedono che gli enti di ricerca si dotino di una normativa e di adeguate procedure per prevenire e perseguire le frodi scientifiche. La CRSA ha istituito un gruppo di lavoro sull’argomento.

Tra le pratiche di ordinaria amministrazione l’approvazione di una convenzione con una fondazione. Non entriamo ora nel merito, ma da questa pratica è nata una breve discussione sull’opportunità o l’inopportunità di avvalersi di fondazioni esterne per svolgere compiti che dovrebbero essere svolti all’interno di Unito.

 

Commissione Programmazione e Sviluppo

All’ordine del giorno vi erano 3 punti molto importanti: il piano strategico dell’Ateneo, il bilancio preventivo 2016 e il piano triennale per l’edilizia pubblica.

Piano strategico dell’Ateneo.

Il piano strategico 2016-2020 dettaglia le linee guida approvate a Novembre e specifica gli indicatori che misureranno il raggiungimento degli obiettivi. Abbiamo sottolineato che gli indicatori (che misurano gli effetti delle azioni che l’Ateneo intraprenderà) hanno un più basso profilo rispetto agli obiettivi enunciati. Siamo comunque riusciti a modificarne alcuni, fra cui:

  • % di laureati occupati a un anno e a tre anni del conseguimento del titolo: questo indicatore dipende in larga misura da fattori esterni all’Ateneo (crisi, scelte politiche, ecc.) e non indica necessariamente la performance dell’Ateneo e quindi è stato eliminato;
  • fra gli indicatori di sostenibilità economica, sociale ed ambientale abbiamo fatto togliere l’indicatore “spese di personale” (indicatore MIUR che dipende di fatto dal volume della contribuzione studentesca, con implicazioni potenzialmente pericolose) e abbiamo aggiunto indicatori sulle azioni “green” dell’ateneo (che erano totalmente assenti).

Rimangono aspetti ambigui, sui quali si dovrà fare attenzione; in particolare i riferimenti agli studenti fuori corso e inattivi: li vogliamo sostenere negli studi o vogliamo mandarli via? Come sappiamo dalle discussioni dei mesi scorsi, fra i vertici dell’ateneo più di uno caldeggia l’idea di incentivarli ad andarsene (per esempio alzandogli le tasse).

Il piano strategico è stato approvato in commissione con anche il nostro voto (abbiamo apprezzato che le modifiche proposte siano state accolte), ed è passato poi in Senato e in CdA senza ulteriori modifiche. Sarà pubblicato a breve sul sito dell’ateneo.


Bilancio preventivo 2016.

Finalmente quest’anno la relazione sul bilancio preventivo è più dettagliata e si riesce in parte a comprenderne il significato. Peccato che i dettagli, ripetutamente richiesti (da ottobre), siano arrivati il giorno in cui si è dovuto votare il bilancio. Abbiamo chiesto che l’anno prossimo arrivino a Novembre, in modo da poter contribuire più concretamente alla definizione “politica” del bilancio. Nel 2016 le riunioni sul bilancio si terranno congiuntamente: commissione programmazione di Senato e commissione Bilancio del CdA. Idea apprezzabile!

Due punti di attenzione, fra i tanti: le spese dei lavori per la sicurezza e la retribuzione della didattica dei ricercatori.

  • Nonostante lo stanziamento per la messa in sicurezza degli edifici sia aumentato rispetto all’anno scorso è a nostro parere insufficiente a coprire le esigenze; sappiamo che la situazione in molti dipartimenti è davvero critica e insostenibile. Il Rettore ha risposto che l’ateneo non è in grado di spendere più di quello che è stato stanziato.
  • Per quanto riguarda la didattica dei ricercatori ovviamente abbiamo sottolineato che è scorretto cambiare i criteri di anno in anno a seconda della convenienza, che è inopportuno svilire il lavoro di centinaia di colleghi per risparmiare qualche decina di migliaia di euro e abbiamo chiesto che per il futuro si chiarisca una volta per tutte il criterio della retribuzione (se fissa oraria o se si suddivide la quota stanziata per le ore erogate). Ci è stato risposto che la competenza è strettamente di competenza del CdA e che quindi la commissione Programmazione non era il luogo per discuterne. Come se questo aspetto non fosse parte del bilancio, su cui commissioni e Senato sono chiamati a esprimere un parere. Come sapete – paradossalmente – il CdA ha poi rimandato proprio al Senato la decisione su questo punto (con il voto contrario di Silvia).

Il bilancio è stato approvato con la nostra astensione, motivata dall’ambiguità sulla retribuzione della nostra didattica.


Piano Triennale per l’edilizia pubblica 2016-2018

E’ stato fornito dall’ufficio tecnico un rapporto dettagliato sugli interventi previsti per i prossimi 3 anni, principalmente indirizzati ad interventi per la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli stabili dell’università. Molti fondi vanno alla manutenzione delle porte frangifuoco. Vi è lo stanziamento per l’inizio dei lavori a Grugliasco (per trasferirvi uno dei dipartimenti di via Giuria).

Le spese urgenti della sicurezza per il comprensorio di via Giuria, dove sono collocati i dipartimenti scientifici (che come è noto si trovano in situazioni critiche), sono slittate al 2018. Questa spesa è stata differita anche in considerazione del fatto che alcuni (uno o due) dipartimenti sono destinati a spostarsi a Grugliasco, oltre al fatto che i tempi richiesti dalla progettazione degli interventi sono lunghi.

Il piano triennale è stato approvato con un astenuto.

 

Commissione Organico

Il piatto forte della commissione è stato l’illustrazione a tutti dei famosi criteri di attribuzione dei punti organico ai dipartimenti, ovvero i dettagli sulla premialità relativa alla ricerca, quella relativa alla didattica e i meccanismi di riequilibrio. Abbiamo ricevuto tutto il materiale e abbiamo potuto ottenere chiarimenti. Durante la seduta, su invito del presidente di Commissione volentieri recepito da tutti, non abbiamo commentato i criteri ma ci siamo semplicemente preoccupati di capirli.

Appena avremo tempo pubblicheremo su questo blog degli articoli per illustrare a tutti come funzionano questi meccanismi premiali e di riequilibrio, in modo che tutto l’ateneo sia messo in condizione di partecipare ad un dibattito sull’opportunità o meno di mantenere questi criteri così come sono o di modificarli, ovviamente non per perseguire interessi particolari ma per ottimizzare il funzionamento dell’intero sistema.

 

Commissione Didattica

Durante la seduta sono state approvate tutte le proposte presentate di modifiche ai RAD (regolamenti didattici) di numerosi Corsi di Studio. Si segnala l’unico caso critico, ossa la modifica del Regolamento Didattico del Corso di laurea magistrale interdipartimentale in Geografia e Scienze territoriali (dipartimenti di riferimento: Interateneo di Scienze, progetto e politiche del territorio, Scienze della terra, Studi Storici) di cui il Dipartimento capofila (DIST) ha proposto la trasformazione in interateneo. La criticità è dovuta al fatto che il dipartimento di Studi Storici ha espresso parere contrario a tali modifiche, segnalando una incongruità nella documentazione presentata (il RAD presentato al Dipartimenti di SS non corrispondeva a quello approvato dal CdS). La commissione propone di rimandare la documentazione (nella versione aggiornata) al Dipartimento di Studi Storici per una nuova delibera al prossimo consiglio di dipartimento.

Per quanto riguarda la questione dei registri non chiusi e del pagamento della didattica dei ricercatori, il presidente Veglio riprende e fa sue le nostre proposte, avanzate nella riunione precedente della commissione, aggiungendo che non si può chiedere la riapertura dei registri perché sarebbe discriminante rispetto ai PO e PA che non avrebbero la stessa possibilità. Propone quindi la seguente soluzione: i direttori dei dipartimenti chiederanno ai ricercatori che non hanno chiuso i registri di presentare una autocertificazione in cui dichiarano il numero delle ore svolte e spiegano come mai non hanno chiuso i registri. Tali dichiarazioni verranno poi inoltrate al dott. Borio in modo che i ricercatori possano ricevere il compenso per la didattica svolta. Nel frattempo il gruppo di lavoro sulla didattica frontale formulerà una proposta che escluda per il futuro il rapporto tra retribuzione e chiusura del registro, ma che individui per la mancanza di quest’ultima una qualche forma di sanzione uguale per tutte le fasce.

Per quanto riguarda le richieste di ulteriore esonero della didattica presentate dai vicerettori Scagliotti e Biolatti, interveniamo per segnalare che, benché l’esonero della didattica sia una concessione prevista dal regolamento alla quale pertanto non intendiamo opporci, troviamo poco opportuno, e forse anche discutibile da un punto di vista etico, chiedere di essere esonerati da buona parte delle proprie mansioni didattiche (il 70% nel caso di Scagliotti!) per le quali si continua a essere retribuiti senza svolgerle per potersi dedicare a cariche istituzionali certamente impegnative e delicate, ma che prevedono comunque una consistente indennità.

I professori Re e Zoccarato dichiarano il loro disaccordo con la nostra posizione, non condividendo quello che, secondo loro, è un atteggiamento moraleggiante e di condanna, e dichiarano il loro disagio per l’uso della parola ‘etica’. In fondo, sostengono, è un diritto dei professori che ricoprono incarichi istituzionali particolarmente impegnativi essere esonerati in parte dalle loro mansioni didattiche nel momento in cui la mole di lavoro istituzionale non permette loro di garantire la qualità della didattica. Giovanni Re in particolare afferma che, pur non avendo chiesto alcun esonero, comprende la posizione di chi avanza tale richiesta, e aggiunge che l’indennità che prende come direttore di dipartimento (14 mila euro, ricordiamo) non lo fa diventare più ricco, anzi vorrebbe darli in beneficenza.

Il presidente Veglio ci chiede di scrivere una breve riassunto del nostro intervento perché venga messo a verbale. Le richieste di esonero della didattica vengono comunque accolte.

 

 

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