Notizie dalle Commissioni del Senato (2-11-15)

Qui di seguito un sunto dei punti salienti (quindi non esaustivo), scritto su indicazione dei rappresentanti dei ricercatori nelle Commissioni istruttorie del Senato (composizione delle commissioni), delle sedute del 2-11-2015.

Il resoconto completo (a cura dell’Ufficio Supporto al Senato Accademico), con le delibere approvate, sarà disponibile dopo la prossima seduta del Senato Accademico all’indirizzohttp://www.unito.it/ateneo/organizzazione/organi-di-ateneo/senato-accademico/sedute-del-senato-accademico

Per eventuali ulteriori approfondimenti è possibile contattare direttamente i rappresentanti.

 

 

Commissione ricerca del 2/11/2015

Tra le comunicazioni il presidente informa che praticamente il 100% dei docenti è a posto con l’ORCID. Si rimanda ad altra data la discussione sull’obiezione alla VQR dal momento che tutti hanno richiesto l’ORCID.

Unico punto degno di nota, il resto è ordinaria amministrazione, è l’inizio di una discussione sui dottorati di ricerca e sui fondi per la ricerca più in generale. La discussione ha riguardato la valutazione dei dottorati in consorzio/convenzione e l’incremento del numero delle borse. Per quanto riguarda il primo aspetto si formerà un gruppo di lavoro, ma l’idea generale è quella di valutare i dottorati in convenzione come sono valutati gli altri (lo scorso anno non erano stati valutati). Il numero di borse assegnate è legato alla valutazione. Sull’incremento del numero delle borse di dottorato e più in generale sull’aumento degli investimenti nella ricerca, ci si è trovati tutti d’accordo. Si è sottolineato come sia opportuno trovare risorse aggiuntive e non finanziare il dottorato prendendo i fondi dall’ex 60% o dagli assegni di ricerca. Su questo punto sarà formulata una raccomandazione al SA e al CdA.

Alessandro B., Chiara e Guillermo

 

Commissione congiunta Programmazione e Sviluppo-Ricerca su convenzione con Compagnia San Paolo (CPS) del 2/11/2015

Affollatissima riunione delle due commissioni. Caterina e Baricco presentano la bozza, ancora molto provvisoria, di convenzione. Presentano la posizione di CSP come molto rigida (“non siamo un bancomat”, sic, chissà chi lo rifornisce quel bancomat, ma questo è un altro discorso). La discussione è ampia, molti sottolineano quanto noi stessi sosteniamo, cioè la necessità di finanziare la ricerca (di base) su linee complementari a quelle di H2020, con progetti di media dimensione. Si discute delle borse di dottorato, che CSP vuole allocare indipendentemente da UniTo; nella bozza di convenzione c’è l’ipotesi di finanziare gruppi ricerca di una decina di persone, anche attraverso specifiche borse di dottorato; e c’è l’ipotesi di attribuire borse di dottorato “tipo Marie Curie” sulla base di progetti. Molti sollevano perplessità sia sulla posizione di CSP che sulle ipotesi alternative, che renderebbero difficile un disegno complessivo su quali dottorati attivare e con quante borse (competenza della commissione ricerca e del Senato Accademico). Alla fine Caterina chiede un mandato esplicito da parte degli organi di UniTo, in modo da poter portare questa posizione alla riunione con CSP l’11 novembre, quando la convenzione verrà scritta in modo semi-definitivo. Per questo i due presidenti e i due vice delle commissioni (Scomparin, Pacelli, Massaglia e Monaci) si vedranno giovedì pomeriggio per scrivere quanto emerso dalla discussione e farlo avere ai nostri negoziatori (oltre ai due presenti anche Maltese e Ghigo). Non è chiaro se questo documento verrà presentato anche in Senato Accademico il 10 novembre.

 

Alessandro B. e Lia

 

Breve resoconto della Commissione Programmazione e Sviluppo del 2/11/2015

All’ordine del giorno vi erano due punti molto importanti: la bozza del bilancio preventivo 2016 e il piano strategico dell’Ateneo.

Catia Malatesta ha illustrato il bilancio preventivo 2016 di cui ci ha fornito anticipatamente le slides. Molti i punti ancora oscuri su cui si è chiesto chiarimenti. Tra questi:

–          Sono state aumentate del 20% le spese per il dottorato di ricerca, in base alle linee strategiche del Rettore che prevedono un aumento del numero dei dottorati. Scomparin però ha fatto notare che in questa fase in cui le linee strategiche non sono approvate, non è il caso di trattare questo punto del bilancio diversamente dagli altri ed ha insistito perché in questo momento il bilancio preventivo non presenti variazioni rispetto alle spese dell’anno precedente, che non siano state prima discusse nelle sedi opportune. Un po’ a fatica questa richiesta sembra sia stata recepita da Rettore e Malatesta.

–          La contribuzione studentesca è prevista di 2.2 mln superiore rispetto al budget 2015, senza un dettaglio su come sia stata fatta la previsione (mentre vi sono dettagli a profusione sulla previsione del FFO 2016). Sembra che l’aumento sia l’effetto del cambio del calcolo ISEE, visibile già sul gettito del 2015. Comunque su questo punto sono stati chiesti dettagli, in particolare sul gettito effettivo dell’a.a. 2014-15, diviso per prima e seconda rata. Malatesta ha promesso di portare il dato in Senato martedì prossimo. Vedremo.

In generale i dati sono poco chiari e alquanto “ballerini”: la scorsa settimana in CdA a fronte di una contribuzione studentesca di 68mln di euro (che pare non includesse tutte le voci) c’era un buco di 5.9 mln. Dopo una settimana, con 77 mln di euro di tasse degli studenti, il buco supera gli 11 mln. Difficile capire e fare riflessioni se non ci forniscono i dettagli della grossa voce “Spesa a preventivo 2016” (circa 320 mln) che rappresenta la somma dei budget delle direzioni. Sono stati chiesti maggiori dettagli ma Malatesta non ha fatto a tempo a portarli. Per questo Scomparin e Pacelli parteciperanno alla seduta della commissione bilancio del CdA lunedì prossimo, per vedere questi dettagli, che poi saranno riferiti alla commissione.

Il secondo punto all’ordine del giorno, il piano strategico di Ateneo, è stato illustrato dal Rettore, sulla base di una breve slide. Da segnalare la forte obiezione al punto “Sviluppare la qualità dei prodotti della ricerca (miglioramento VQR)”, che il Rettore si è impegnato a cambiare più o meno in “Sviluppare i servizi per migliorare la qualità della ricerca”, senza alcun riferimento ai prodotti e alla VQR. Vedremo il dettaglio degli obiettivi e soprattutto gli indicatori nella seduta di dicembre, quando si tratterà di approvarli.

Daniele, Lia e Mimma

 

Breve resoconto della Commissione Organico del 2/11/2015

Ci è stata comunicata la tabella completa dell’assegnazione dei punti organico 2014, inclusi i punti del borsino del rettore. Mancano invece ancora i famosi algoritmi usati per assegnarli, ma Schiavone ci promette che la prossima volta arriveranno.
La seduta è stata interamente dedicata a vagliare bandi e chiamate, ma ci sono stati interessanti spunti di discussione di interesse generale:

– in vari atenei ci sono forti spinte affinché i posti per RTD (di tipo B, ma in alcuni casi addirittura di tipo A) vadano a candidati già in possesso dell’abilitazione scientifica. Abbiamo fatto notare che tale richiesta, quando verranno sbloccate le abilitazioni, spingerà i candidati a fare la domanda di abilitazione molto prima di quanto necessario per diventare PA, esponendosi al rischio di un rifiuto e quindi a dover aspettare due anni prima di ritentare. La risposta è stata la conferma che per partecipare ai bandi per posti RTD l’abilitazione NON è necessaria, e che i dipartimenti dovranno tenere conto delle distorsioni che si creerebbero se il possesso dell’abilitazione diventasse un requisito “necessario” per ottenere un posto da RTD. Tenendo conto della complessità delle procedure legate ai bandi RTD, della varietà delle situazioni presenti in ateneo e del problema degli RTDa) senza dotazione di punti organico, la commissione decide di dedicare un momento di discussione sul tema nelle prossime sedute.
– soglia di 20% di posti di ruolo (PA e PO) riservati ad esterni. Per evitare imprevisti dell’ultimo minuto (ad esempio, una mancata presa di servizio di un esterno), appare opportuno avere un margine di sicurezza: d’altra parte, investire molti punti organico nella chiamata di esterni riduce il numero di punti organico disponibili per l’assunzione di RTD e per gli scorrimenti e quindi appare opportuno far sì che tale margine sia ridotto. Verrà quindi preparato un prospetto riassuntivo nel quale si possa sapere quanti sono i posti esterni da bandire per stare sopra il limite del 20%, e lo “storico” di questi posti nei vari dipartimenti in modo da poter comprendere con più chiarezza quali dipartimenti hanno contribuito (e quanto) al raggiungimento di questa soglia.

– si dibatte di come assegnare un punto organico derivante dal fatto che due RTI UniTO hanno vinto un posto da PA finanziato con il piano straordinario associati in altre università: la legge prevede che tale punto venga riassegnato per intero all’ateneo di partenza e che debbano essere reimpiegati in posti da PA. Si decide di proporre al Senato che il punto non ritorni nel calderone dell’ateneo ma venga direttamente restituito ai due dipartimenti in cui lavoravano gli RTI.

 

Alessandro F., Sandro e Susan

 

Breve resoconto della Commissione Didattica del 2/11/2015

La Commissione Didattica ha discusso innanzitutto l’approvazione di due nuovi corsi di laurea: ICT (Classe L-120) Innovazione sociale, comunicazione, nuove tecnologie e Laurea magistrale in Computational Management and Analytics LM18 Classe delle lauree magistrali in informatica. Per ciò che concerne la laurea ICT sono state mosse sostanzialmente tre obiezioni: una di metodo e due di merito. La prima, di metodo, riguarda il poco tempo che la commissione ha avuto a disposizione per analizzare il materiale relativo alla progettazione di questo corso di laurea. La documentazione, infatti, è stata inviata solo due giorni prima e un’ultima parte è arrivata a due ore (!) dall’inizio della riunione. La seconda, invece, è un’obiezione di merito e riguarda la possibile sovrapposizione con altri due corsi di laurea di L-20, ossia Scienze della Comunicazione e Comunicazione Interculturale. La direttrice di CPS – dipartimento capofila – e Console hanno negato questo rischio, hanno garantito la copertura docenti e dichiarato che non si richiederanno contratti (però sul piano carriera molti insegnamenti sono indicati con ‘docente da definire’). Infine, la terza obiezione, anche questa di merito, ha toccato la questione dell’insegnamento delle lingue. Nell’offerta formativa sono previsti esami di Lingua e Traduzione (francese, spagnolo, inglese). A questo proposito è stato fatto notare che, date le criticità relative ai Lettorati e agli esami di Lingua, è probabile che ciò vada ad aggravare una situazione già problematica. Roncarolo ha detto di esserne consapevole, ma che l’attivazione di questi corsi costituisce “un orizzonte” con il quale si stanno confrontando… Noi ci siamo astenuti, insieme a uno studente, gli altri tutti a favore. Per la seconda laurea, invece, poiché mancava parte della documentazione richiesta si è deciso di concedere qualche giorno in più per il completamento della documentazione da parte del gruppo.

Altra questione interessante da sottolineare è che il vicerettore Ghigo ha chiesto l’esonero parziale dell’attività didattica (il 50%), previsto da un regolamento interno. Ognuno poi faccia le valutazioni che crede (come si dice: i fatti distinti dalle opinioni!).

Non meno interessante l’approvazione di quattro contratti attribuiti per “chiara fama”. Da ingenui abbiamo chiesto che ci spiegassero su quali criteri si fonda la “chiara fama”. Una lunga discussione per arrivare a capire che, di fatto, l’unica definizione di chiara fama è ‘essere studiosi di chiara fama’ (nessun criterio esplicitato da nessuna parte). Nel caso dell’assegnazione di contratti (contrariamente a quanto accade per le chiamate in ruolo per CF) è il dipartimento proponente che si fa garante della bontà del CV dei candidati.

La discussione più vivace e tesa, però, è stata sulla questione della riapertura del registro della didattica, che il muscolare Magnifico ha detto che non sarà in nessun modo permessa. In sostanza abbiamo chiesto che sia risolta la questione contingente (il pagamento di quest’anno) e quella strutturale, ossia la separazione tra l’eventuale penalizzazione individuale per chi non chiude il registro, per esempio inserendo questo aspetto nella valutazione dei singoli docenti, e il sacrosanto pagamento della retribuzione. A tutto ciò ha fatto da sfondo anche un grazioso dibattito in cui abbiamo messo in luce una “sgradevole” disparità di trattamento tra RU, PA e PO. Infatti, i PO e i PA che non chiudono il registro (ci sono e non sono pochi!) e che quindi, al pari dei ricercatori, non adempiono a un loro dovere e danneggiano il proprio dipartimento, non sono sanzionati in alcun modo. I membri della Commissione appaiono un po’ carenti nella conoscenza della Costituzione e delle leggi che regolano il diritto del lavoro, comunque a fatica siamo riusciti a raggiungere un accordo. Di questo bisogna ringraziare il buon senso del presidente. Veglio, infatti, ha concordato sulla necessità di trovare una soluzione per l’immediato (raccogliere i nomi dei colleghi che non hanno chiuso il registro e chiedere formalmente all’Ateneo di pagare comunque: soluzione ovvia, ma l’importante in questo momento è raggiungere l’obiettivo) e poi, entro quest’anno, ottenere la separazione formale della retribuzione dalla chiusura del registro.

Ultima questione. Abbiamo chiesto alla Commissione di discutere il fatto che dal prossimo anno, con l’obbligo delle 120 ore di didattica frontale per PA e PO, i dipartimenti disporranno di un monte ore notevolmente aumentato, dato che molti docenti non riusciranno a saturare il proprio monte ore con i soli corsi creditizzati. Il regolamento di Ateneo infatti dà una definizione molto ampia di didattica frontale, che comprende, oltre ai corsi creditizzati, laboratori, escursioni, ecc. Per utilizzare al meglio un così considerevole monte ore, si è deciso di costituire un gruppo di lavoro che fornisca precisazioni e linee di indirizzo (fermo restando l’autonomia didattica dei dipartimenti e dei singoli docenti).

 

Aurelia, Bruno e Silvia

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