Ricercatori precari: quali prospettive? Parliamone insieme!

Riportiamo il testo della lettera inviata ai ricercatori non strutturati dai rappresentanti dei ricercatori e degli studenti nella Commissione Organico del Senato Accademico UniTo.

Cari colleghi,

ricevete questa mail perché lavorate (o avete lavorato) all’Università di Torino in regime di precariato. Siamo i nuovi rappresentanti dei ricercatori universitari (sia RTI e RTD) e degli studenti nella commissione Organico del Senato Accademico, ovvero il luogo ove si discute in che modo impiegare i fondi per il personale.

Come saprete, ogni anno il ministero assegna ad UniTo un certo numero di “punti organico”, e la nostra università è sostanzialmente libera di decidere come impiegarli: se destinarli al reclutamento o alle progressioni di carriera.

Inoltre, in questi giorni si sta giocando una partita molto importante per i precari a livello nazionale. L’enorme contrazione del personale universitario negli ultimi 5 anni (da 60.000 a 50.000 docenti!) ha portato il governo a prorogare il limite temporale sugli assegni di ricerca (da 4 a 6 anni): un segno evidente della criticità della situazione, che la proroga però non risolve limitandosi a differire nel tempo il problema.

Diventa quindi sempre più verosimile che venga proposto un provvedimento di reclutamento straordinario… ma difficilmente possiamo immaginarci che il governo, lasciato a se stesso, pensi realmente a risolvere le questioni: il sospetto è che prepari provvedimenti “spot” che fanno tanta impressione ma pochissima sostanza. Le anticipazioni sono fosche: parlano di sole mille posizioni per RTD di tipo B e per di più di una “liberalizzazione” degli RTD di tipo A, ovvero contratti che non danno la minima garanzia di venir trasformati in posizioni a tempo indeterminato.

Certo la situazione generale è sconfortante, ma ci sono ancora possibili margini di manovra.

Anche una minoranza di precari può trovare il modo di farsi sentire: è notizia recente che al Politecnico di Torino gran parte dei punti organico del 2014 sono stati destinati a posizioni di ricercatore di tipo A e B invece che a progressioni di carriera. Questo grazie ad una costante opera di mobilitazione che ha coinvolto i precari del PoliTo e che si è espressa pubblicamente e con forza nelle sedi istituzionali, imponendo la gravità del problema-precari in modo non più eludibile.

Allo stesso modo, a livello nazionale i ricercatori “non strutturati” stanno coordinandosi tra sedi di diverse città per portare avanti insieme richieste e proposte che facciano da contraltare a quelle portate avanti dal governo e dalla CRUI.

Venerdì 30 ottobre ci sarà, proprio a Torino, l’assemblea nazionale del Coordinamento Ricercatrici e ricercatori non strutturati nella quale si proverà ad accordarsi su un pacchetto di proposte da presentare al governo e a tutti gli interlocutori possibili.

Sappiamo bene che la mobilitazione ha dei costi in termini di tempo, energie, fatica, ma per giocare una partita, è indispensabile esserci: altrimenti altri la giocheranno al posto nostro.

Il punto di partenza è quello di conoscersi: lo si può fare iscrivendosi alla mailing list a questo link, ma anche incontrandosi di persona. Per questo abbiamo organizzato per giovedì 22 ottobre alle 21.00 (presso Laboratorio Manituana, via S. Ottavio 19bis) una serata durante la quale a partire dalla presentazione dell’indagine “Ricercarsi” vorremmo discutere di precariato insieme, studenti, dottorandi, afferenti temporanei, RTD e RTI (qui i dettagli della serata),

I precari sono tantissimi ma spesso poco visibili: questa situazione può (e deve!) essere cambiata.

E’ il momento di battere un colpo ed esserci!

 

Un caro saluto,

Sandro Busso, Alessandro Ferretti, Susan Schmidt – Ricercatori

Jacopo Calzi, Virginia Cuffaro – Studenti

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