Resoconto “di parte” del CdA del 19 dicembre 2014

Di Silvia Pasqua

Come sempre un resoconto dei soli punti salienti dell’ultimo CdA del 2014!

Comunicazioni:
Il MIUR si è finalmente degnato di comunicare l’esito del “premietto” sulla programmazione triennale 2013-2015 (beh… per essere dicembre 2014… meglio tardi che mai!!), noto anche come Decreto Carrozza. UniTo è andata decisamente bene ed ha vinto 5,5 milioni, di cui 1,6 milioni sul 2013, 1,7 milioni sul 2014 e 2,2 milioni sul 2015. E’ una buona notizia. Resta da capire come rendicontare il 2013, visto che il bilancio è chiuso… ma il problema sarà comune a tutti gli atenei che hanno preso il premietto.

Programma triennale dei lavori pubblici
Approviamo, come ogni anno, il piano triennale dei lavori pubblici, il libro dei desideri di ciò che vorremmo fare se ci arrivassero dei soldi, ma ne dovrebbero arrivare davvero tanti di soldi.

COMMISSIONE BILANCIO

1) Bilancio di previsione 2015
Molto è già stato scritto su questo blog sul bilancio 2015, sia sul metodo con cui è stato costruito, sia sui contenuti. Come noto, il Bilancio è stato costruito a partire da una previsione di FFO pari a 232,5 milioni di euro. L’FFO, sommate le altre entrate libere (principalmente la contribuzione studentesca) e tolte le spese obbligatorie (stipendi, mutui, contratti in essere,…) più i residui derivati dai risparmi degli anni passati, lasciano un margine di 5,2 milioni di euro da dividere tra fondi di ricerca ai dipartimenti, didattica dei ricercatori (peraltro sugli affidamenti 2014-15 e quindi sui corsi già affidati), biblioteche, riduzione dei numeri chiusi, orientamento. Due giorni prima del Consiglio il MIUR ha comunicato che l’FFO per UniTO ammonterà invece a 256,7 milioni, ossia 24,2 in più di quelli considerati in previsione. In realtà pare che alcuni di questi milioni “addizionali” abbiamo già un vincolo di destinazione, ossia nel 2015 arriveranno come FFO anche alcuni fondi che prima arrivavano sotto altra forma. Diciamo che potrebbero esserci circa 10 milioni in più da destinare alle voci sopra elencate. La proposta è stata quella di stanziare per ora 1,75 milioni per la didattica dei ricercatori, 900.000 euro con fondo di dotazione per le biblioteche e 350.000 euro per la riduzione di corsi a numero programmato. Il resto dell’avanzo libero verrà assegnato con successiva delibera a febbraio.
Gli studenti fanno un intervento molto duro in cui contestano il fatto che su un bilancio di 600 milioni di euro i margini decisionali in mano al CdA siano su 5,5 milioni (che forse diventeranno 15 grazie all’aumento del FFO). Contestano anche il fatto che il bilancio non è stato partecipato nella sua costruzione e c’è poca consapevolezza di quello che c’è dentro le single voci. Annunciano che si asterranno nella votazione.
Intervengo io ribadendo di fatto i punti sollevati dalla consigliera De Luca sulla non-partecipazione e sul fatto che il bilancio ci è caduto in testa in modo purtroppo non molto diverso da quanto già accaduto lo scorso anno, ma allora eravamo appena insediati. Ciò è tanto più grave quanto più sono scarsi i fondi quest’anno. Il fatto che probabilmente ci siano 10 milioni di euro in più del previsto non rende meno grave il processo con cui il bilancio 2015 è stato costruito. Molte delle voci obbligatorie, ci ha spiegato il Rettore, sono il risultato di decisioni che gli organi hanno preso nel corso del 2014 e quindi il CdA ne è di fatto responsabile. Ma perché allora nessuno ci ha detto, di volta in volta, come le nostre decisioni andavano a influenzare il bilancio presente e futuro? Non sembra esserci stato alcun controllo di gestione, né a livello centrale né a livello decentrato. Questo è molto grave e preoccupante. In ogni caso è possibile che alcuni dei contratti stipulati possano essere almeno parzialmente rivisti, ma non sapendo cosa c’è dentro le singole voci “obbligatorie” non si capisce neanche se, dove e come si potrebbe tagliare qualche costo. Tutto ciò rende necessario un VERO processo di partecipazione e condivisione tra Amministrazione Centrale e Dipartimenti (che non vuol dire solo Direttori di Dipartimento!!), così come già chiesto dal Senato Accademico. Questo risulta ancora possibile grazie alla maggior disponibilità di fondi rispetto a quella prevista per via del maggiore FFO ricevuto rispetto al valore preventivato.
Il Bilancio viene quindi approvato con il voto favorevole di tutti e l’astensione mia e dei rappresentanti degli studenti. Il mio voto viene però poi modificato in voto favorevole perché ottengo che venga messo in delibera che l’allocazione del residuo libero entro febbraio dovrà avvenire con un processo di partecipazione della comunità scientifica tutta.

2) Finanziamento di alcuni progetti Hack-UniTo
Vengono stanziati i soldi per la realizzazione di alcuni progetti di Hack-UniTo. Non è ancora chiaro quanto l’operazione nel suo complesso sia venuta a costare e quanti soldi ci siano per i progetti che in CdA abbiamo valutato in modo positivo. Chiediamo, una volta ancora, di vedere i conti…

3) Regolamento master (su cui ha lavorato anche la Commissione Studenti)
Viene approvato il nuovo regolamento master, che fissa in modo più stringente i paletti per l’apertura e la gestione di master. In particolare: 1) viene fissato un numero minimo di studenti al di sotto del quale il master non può partire; 2) viene fissato un contributo economico che i master devono versare a favore dell’amministrazione centrale; 3) vengono fissati tetti massimi per la retribuzione delle ore di docenza e di tutoraggio, per l’attività di direzione e di coordinamento; 4) vengono definite regole chiare circa la presentazione dei budget e la rendicontazione di queste attività.
Complessivamente un buon regolamento e un bel passo avanti rispetto alla giungla attuale.

4) Approvazione atto di esecuzione della Convenzione con Biella
…forse adesso si potranno pagare gli arretrati dei contratti di docenza svolti negli a.a. 2013-14 e 2014-15?

5) Convenzione Corep
Più volte nei miei resoconti ho parlato di Corep e dei dubbi emersi circa il rinnovo della convenzione in una situazione in cui gli altri atenei sono usciti e le attività di COREP sono ai limiti della sostenibilità finanziaria. Direttore e rappresentante UniTo in Corep (prof. Rosboch) sono stati uditi più volte nel corso dell’anno e ci si era ripromessi di prendere una decisione entro fine anno sul futuro di COREP. La convenzione scade il 31/12 e la pratica arriva in CdA senza un minimo di istruzionee senza essere stata discussa nelle Commissioni Bilancio che hanno preceduto il Consiglio, in cui si è di fatto parlato solo di bilancio (o quasi). Il risultato è che adesso, non avendo dato comunicazione della volontà di disdire l’accordo, siamo obbligati a rinnovarlo, almeno per 6 mesi. Io e gli studenti ci asteniamo, auspicando che questa storia non venga trascinata oltre in una situazione di non-decisione e di inerzia come accaduto negli ultimi 6 mesi.

COMMISSIONE PERSONALE

1) Documento di programmazione integrata
Si approva di avere un documento unico con un po’ di semplificazioni di alcuni indicatori.

2) Modifica regolamento per l’esenzione parziale didattica
Arriva dal Senato Accademico la proposta di consentire un esonero (senza specifica del tetto massimo di esenzione) dalla didattica oltre che per Rettore e Prorettore e Direttori di Dipartimento (come previsto dalla legge e dal nostro Statuto) anche per altre figure con incarichi istituzionali. Il CdA interviene sulla proposta del Senato Accademico restringendo molto la lista degli aventi diritto e l’esenzione. Infatti, fatti salvi Rettore e Prorettore che possono chiedere un’esenzione dalla didattica frontale direttamente al Ministero e per quote anche maggiori, la modifica approvata dà diritto a chiedere l’esenzione alla didattica solo ai Direttori di Dipartimento e ai Presidenti delle Commissioni di Senato Accademico e Consiglio e per un massimo del 50% del carico didattico frontale. In via del tutto eccezionale altri titolari di incarichi istituzionali possono fare richiesta di esenzione, che viene concessa dal Rettore previo parere di Senato e CdA (avendo ciò evidenti implicazioni in termini di spesa).

3) Chiamate di vincitori di concorsi, nuovi concorsi e flessibilizzazione della date di prese di servizio: il tutto sempre nell’ambito delle assegnazioni di punti organico ai dipartimenti

4) Qualche rinnovo di contratto a tempo determinato per personale TA su fondi esterni tenendo sempre sotto controllo gli indicatori ISEF e rapporto tra spese per personale e entrate che possono portare a riduzioni nella quota premiale del futuro FFO.

5) Proroga di un contratto da RTD a) finanziato su residui di progetti di ricerca.
Si approva la proroga per il quinto anno di un contratto RTD tipo a) su fondi FIRB che coprivano solo 4 anni. E’ la prima volta che si usano residui di fondi di ricerca per prorogare un RTD.

6) Linee guida per la disciplina fondi e commesse esterne, noto anche come “regolamento conto terzi”.
Finalmente si arriva a deliberare se non il Regolamento vero e proprio, almeno le Linee Guida, già presentate in Commissione Ricerca e in Commissione Programmazione del Senato. L’idea di fondo è che ogni attività “non obbligatoria” svolta all’interno dell’ateneo e che dia origine a entrate di denaro (conto terzi, master, commesse, consulenze, progetti di ricerca…) dovrà versare un contributo da ripartire tra Amministrazione centrale, Fondo comune di ateneo e Struttura di appartenenza. La ratio di ciò sta nel fatto che queste attività sono svolte utilizzando la strutture e il “marchio” dell’Ateneo, senza cui perderebbero gran parte del loro valore. Fino ad oggi queste attività hanno generato molti compensi aggiuntivi per personale docente e TA, ma hanno prodotto pochi benefici per l’Ateneo nel suo complesso. E’ quindi necessario che queste attività svolte all’interno di strutture dell’Ateneo contribuiscano a sostenere i costi dell’amministrazione centrale e dei Dipartimenti. Inoltre, poiché tutti, in modo diretto o indiretto, contribuiscono al successo di queste iniziative e al carico di lavoro addizionale che esse comportano, appare legittimo che una parte dei fondi incassati vada anche al Fondo Comune di Ateneo. Le percentuali di questo “prelievo” saranno fissate dal Regolamento. Si indica però un “prelievo” ridotto in due casi specifici: a) quando il personale dell’ateneo rinuncia a ricevere compensi su queste attività e quindi i fondi sono di fatto reinvestiti a favore della ricerca di ateneo; 2) quando i fondi derivano da progetti di ricerca su bandi competitivi (Europei o nazionali).
Ritengo questo un grandissimo passo avanti, che porterà a un recupero dei costi sostenuti ed ad una maggiore trasparenza nella gestione di queste attività, oltre che delle retribuzioni aggiuntive per i dipendenti UniTo.
COMMISSIONE STUDENTI

1) Riepilogo annuale delle non attivazioni di master
La lista è assai lunga. Molti master vengono presentati e poi non attivati per il non raggiungimento del numero minimo di studenti che ne garantirebbero la sostenibilità finanziaria. Questo è un aggravio di lavoro e di costi per l’amministrazione che poi non porta ad alcun risultato. Speriamo che con le nuove regole del Regolamento Master appena approvato il fenomeno si riduca.

COMMISSIONE EDILIZIA

1) Lavori per il recupero di locali presso la scuola di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia
Si creerà nel seminterrato uno spazio destinato a Training Center.

2) Lavori di manutenzione straordinaria per piano interrato e seminterrato del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco

3) Questione SUISM in Piazza Bernini
Il 31/12 scade la convenzione con la Regione che ci consentiva di restare a titolo gratuito nei locali di piazza Bernini. Ora la Regione ci chiede di pagare il corrispondente dell’IMU che la Regione stessa deve a sua volta versare per l’immobile. Contemporaneamente scade anche la convenzione con ISEF che forniva alcuni servizi a SUISM, sempre nei locali di Piazza Bernini. Il CdA chiede quindi agli uffici competenti di verificare la possibilità di un’allocazione dei corsi SUISM che ancora hanno sede in piazza Bernini (i corsi della specialistica) in aule presso altre sedi (Palazzo Nuovo? SAA?) e di trovare nuovi spazi (palestre e piscina) per lo svolgimento delle attività pratiche. Ovviamente il costo di andarsene da Piazza Bernini dovrà risultare minore del costo complessivo di restare e dovranno essere tutelati gli studenti che non potranno essere sballottai tra sedi diversi o avere orari di lezione improponibili.

La seduta si chiude in tempo per andare al rinfresco di Natale offerto come ogni anno dal Rettore!

Annunci

Messo il tag:,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: