UNIVERSITÀ DI TORINO: MOLTE DOMANDE E POCHE RISPOSTE

COMUNICATO STAMPA

 Torino, 30 novembre 2014

 UNIVERSITÀ DI TORINO:

MOLTE DOMANDE E POCHE RISPOSTE

A poche ore dall’inaugurazione dell’anno accademico di lunedì 1° dicembre nella nuova aula magna della Cavallerizza Reale, numerose domande senza risposta continuano a circolare tra le aule dell’Università di Torino. A sollevarle sono stati i ricercatori che chiedono al rettore Gianmaria Ajani le ragioni dei ritardi che si sono accumulati nella realizzazione di alcuni dei punti salienti del suo programma elettorale.

Una lettera aperta al rettore comparsa giovedì scorso sul sito del Coordinamento UniTo di ricercatori, precari e studenti dell’Università di Torino ha reso nuovamente pubblico un malessere che si è accresciuto negli ultimi mesi, insieme alle «critiche all’immobilismo» nel governo complessivo dell’ateneo. Si è infatti rapidamente dissolta la promessa di un bilancio partecipato da definire attraverso un confronto aperto in tutto l’ateneo. Non è mai stata avviata la modifica dello statuto per allargare gli spazi di democrazia in università. Gli investimenti sulla ricerca e sui giovani ricercatori non sono diventati un punto strategico nelle scelte dell’ateneo. La riflessione sui “numeri chiusi” nell’accesso ai corsi di laurea non è stata accompagnata da una discussione lungimirante sul piano organico, come il Coordinamento UniTo aveva chiesto. E ancora: l’irrilevanza dell’ateneo torinese nei dibattiti nazionali sul sistema universitario, l’aumento della precarietà del personale della ricerca, le tensioni nell’ultimo Consiglio di amministrazione dove la consigliera Silvia Pasqua aveva chiesto chiarimenti importanti al rettore e agli altri consiglieri.

Nella sua lettera aperta al rettore, Bruno Maida – ricercatore del Dipartimento di studi storici – si fa interprete del disagio crescente maturato tra chi aveva dato fiducia a Gianmaria Ajani al momento della sua elezione, tanto da segnalare: «molta e diffusa è la delusione nell’Ateneo, e non è questione di amici o nemici, di conservatori o progressisti, di ricercatori o professori. No, è la delusione di chi – come accade sempre in politica – offre il proprio consenso a chi dimostra credibilità e promette di cambiare le cose, nella direzione che la maggioranza richiede, e poi deve registrare che quel cambiamento non c’è o latita eccessivamente».

L’università – non soltanto a Torino – è in crisi profonda. Per uscirne, ha bisogno di un investimento convinto in idee, risorse e partecipazione. Il rettore ha ora assicurato che durante l’inaugurazione dell’anno accademico risponderà alle questioni sollevate nella lettera aperta. Evidentemente il messaggio dei ricercatori ha toccato i nodi su cui si sta giocando il futuro – e il presente – dell’Università di Torino.

Il testo della lettera aperta al rettore si può leggere qui:

https://coordinamentounito.wordpress.com/2014/11/28/caro-rettore-non-verro-lunedi-allinaugurazione-dellanno-accademico/

Sul mancato “bilancio partecipato”:

https://coordinamentounito.wordpress.com/2014/11/27/il-ridicolo-topo-ovvero-il-bilancio-non-piu-partecipato/

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: