Resoconto (dal fondo del barile) del CdA del 30/9/2014

di Silvia Pasqua

La seduta si apre con l’audizione della prof.ssa Operti del Presidio di Qualità che presenta le procedure per l’accreditamento dell’Ateneo. Arrivo tardi (ero a fare lezione) e quindi non saprei riassumere il suo intervento, ma capisco che questo accreditamento potrebbe darci un “premietto” in termini di FFO se tutto il processo venisse concluso entro il 2015. Bisogna quindi decidere se iniziare le procedure o meno. Intervengo per sottolineare che siamo un po’ stufi dei concorsi a premi e delle raccolte punti (testuali parole) del MIUR. Peraltro lo scorso autunno abbiamo corso come i pazzi per chiudere il progetto relativo al “decreto Carrozza” che avrebbe dato la possibilità di avere risorse aggiuntive a UniTo e, ad un anno, il Ministero non ci ha ancora detto se se abbiamo vinto e quanti soldi, nel caso, ci darà. Chiedo quindi che il processo di accreditamento parta solo se questo ci obbligherà a migliorare la nostra didattica, la nostra ricerca, i nostri servizi agli studenti e non solo per partecipare all’ennesimo concorso a premi. Mi garantiscono tutti che l’accreditamento, anche se molto faticoso, porterà a miglioramenti con enormi benefici per tutti. Speriamo…

PERSONALE:

1) Tra le mie comunicazioni chiedo che sia messo a verbale la mia personale preoccupazione come Presidente della Commissione e quella di alcuni consiglieri che stanno nella commissione circa le conseguenze della assurda procedura una tantum. Faccio notare che in caso di ricorso da parte di qualche collega non vincitore del premio, l’Amministrazione dovrà trovare tutti i dati relativi a ore di didattica e esami svolti dei vincitori (per rifare le graduatorie) con un dispendio enorme di risorse. Inoltre, i colleghi che risultassero aver dichiarato il falso con dolo, ma anche in buona fede, potrebbero incorrere in sanzioni avendo provocato un danno economico ad altri colleghi. L’Amministrazione con le sue richieste ha quindi potenzialmente messo nei guai i suoi stessi dipendenti. Ovviamente nessuno batte ciglio e si passa al tema caldo…. concorsi e chiamate dirette…

2) Dobbiamo approvare una serie di procedure ad personam (così come previste dal nostro regolamento chiamate) per lo slittamento di RU a PA sui punti del piano straordinario associati. La maggior parte non presentano problemi (o meglio: per la maggior parte non mi sono stati segnalati problemi). Due casi invece hanno delle gravi criticità. Il Rettore suggerisce di chiudere lo streaming adducendo la motivazione che si andrà a discutere di persone. Mentre io dico che non ho assolutamente bisogno di interrompere lo streaming perché non avrò bisogno di fare nessun nome volendo risolvere i due casi come casi generali e non come casi specifici, lo streaming viene sospeso. Io resto però ferma nella mia posizione e presento i due casi come casi generali e non riferiti a specifiche persone. Mi spiace per chi era collegato e si è perso davvero qualcosa….

Caso A: ricorderete che ai tempi dell’assegnazione dei punti del piano straordinari associati erano stati dati 0,2 punti al DIST (Dipartimento Interateneo) quando era già noto che non aveva abilitati. Vi ricorderete che questo era uno dei punti che il Coordinamento, i colleghi RU in commissione Organico in SA ed io avevamo usato per dire che quella assegnazione era fatta male e che nella ripartizione dei punti del piano straordinario associati si doveva tener conto principalmente del numero degli abilitati per dipartimento in modo che tutti i colleghi RU abilitati avessero la stessa probabilità teorica di essere chiamati. Bene, non hanno ascoltato nulla e sono andati avanti e il pasticcio (come previsto) è arrivato. Nel mese di luglio a DIST hanno infatti comunicato che doveva usare i suoi 0,2 punti per uno slittamento interno e DIST ha quindi avviato la procedura per lo slittamento di un collega abilitato in servizio presso ESOMAS. ESOMAS ovviamente, vedendosi sottratta una risorsa, ha alzato la voce. C’è quindi stato un incontro tra Rettore, prof. Scagliotti (presidente della commissione Organico del SA), i direttori di DIST e di ESOMAS e il rappresentante d’area prof. Sembenelli. L’accordo è stato: DIST cede 0,2 a ESOMAS che li usa per chiamare come PA lo stesso RU identificato da DIST. La cosa va quindi in SA in questi termini e il SA approva. Dopo il SA però il Consiglio di Dipartimento di DIST non approva la cessione dei punti a ESOMAS e il tutto si ricomplica. Dopo aver raccontato i fatti sottolineo che: 1) lo avevo detto che sarebbe successo un pasticcio allocando i punti organico in quel modo!!; 2) ritengo inaccettabile che dei direttori di dipartimento e/o senatori accademici si trovino per cedersi punti organico e quanto accaduto costituisce un pericoloso precedente perché produce di fatto un mercato secondario dei punti organico che potrebbe diventare incontrollabile; 3) l’unica opzione eventualmente accattabile quando un dipartimento ha dei punti organico che non può usare è lo scambio intertemporale di punti organico (oggi il dipartimento A che non può usare i suoi punti organico li presta al dipartimento B che glieli restituisce sulla programmazione dell’anno successivo).
Si passa quindi a discutere come trattare il caso generale, ossia cosa fare quando il vincitore di una procedura e’ un interno ma di altro dipartimento. Sulle procedure con concorso aperto (interni/esterni) si conviene che se vince un collega di altro dipartimento, questo si muove al nuovo dipartimento senza dare origine a compensazione alcuna. Se invece si tratta di procedura di slittamento interno, allora il Rettore chiede un po’ di tempo per riflettere in quanto secondo lui si configurerebbe un caso simile al trasferimento ad altro dipartimento (che al momento richiede la delibera del dipartimento in entrata e di quello in uscita, senza compensazione). Gli umori dei consiglieri, invece, sono più a favore di un trasferimento senza delibere né compensazione, in quanto il diritto individuale “a far carriera” deve prevalere sul diritto del Dipartimento a mantenere la sua dotazione di organico. Il caso specifico viene comunque rimandato per altri problemi che vanno chiariti relativamente al fatto che il collega in questione è assunto sulla convenzione con Cuneo;

Caso B: c’è la procedura per slittamento interno di un RU del Dipartimento di Oncologia. I fatti: il dipartimento aveva deciso di impegnare 0,2 punti del piano straordinario associati per un certo settore. A luglio viene chiesto al dipartimento di individuare il collega per cui attivare la procedura ad personam. Uno dei colleghi PO del settore disciplinare in oggetto stila in fretta e furia una graduatoria con indice H e affini. La graduatoria viene sottoscritta dagli altri colleghi PO e PA del medesimo settore. In base alla graduatoria viene individuata la persona per cui attivare la procedura e il nome viene votato quasi all’unanimità dal consiglio di Dipartimento in seduta ristretta PO e PA. A consiglio chiuso i ricercatori abilitati in quel settore segnalano che gli indici riportati nel documento sulla base del quale è stata compiuta la scelta contengono errori tali da modificare il ranking (della serie “presto e bene raro viene” avrebbe detto mia nonna!). Nel frattempo il SA aveva già approvato la procedura e quindi un gruppo di 6 colleghi PO e PA del dipartimento di Oncologia appartenenti al settore disciplinare in oggetto scrivono a me e al Rettore chiedendo di non dar corso alla pratica e di rimandarla al Consiglio di Dipartimento per ridiscuterla in quanto loro al momento della firma del documento e del voto in consiglio di dipartimento erano inconsapevoli degli errori di cui sopra. Io propongo quindi di rimandare la delibera al Consiglio di Dipartimento in quanto non mi sento di dar seguito ad una procedura che si basa su una delibera fondata su un documento che gli stessi firmatari riconoscono contenere errori e di cui noi siamo stati informati. Il Dipartimento sarà poi sempre libero di scegliere chi vuole, ma ci mandino una delibera basata su un ranking senza errori! Si discute a lungo e alla fine prevale la volontà di proseguire con la procedura con la motivazione che il CdA non è un tribunale e quindi creerebbe un pericoloso precedente entrare nelle beghe dei Dipartimenti. Chiedo il voto nominale (non voglio mica la responsabilità di eventuali ricorsi!!!): contrari il prof. Ferrone, gli studenti Suarno e De Luca e io. Gli altri a favore. La delibera passa con 6 voti a favore.

Riprende lo streaming

  1. varie pratiche di presa di servizio, presa di servizio posticipata, programmazione del timing delle prossime procedure di concorso…
  2. rinnovo di tre contratti a tempo determinato per personale TA, approvati senza discussione perché già inclusi nella programmazione dei rinnovi fatta a febbraio.
  3. viene approvata la riorganizzazione della biblioteca Bobbio dopo la fusione delle biblioteche dei tre dipartimenti che stanno al CLE. Sottolineo come i processi di fusione tra biblioteche dei dipartimenti vadano fortemente incentivati nella prospettiva di un più efficiente utilizzo delle (scarse) risorse e al fine di offrire un miglior servizio all’utenza

… finisce la “mia” parte e io, detto sinceramente, sono stravolta e molto arrabbiata… Esco a prendere aria e mi perdo la relazione del presidente della commissione STUDENTI, ma essendo stata alla riunione della Commissione, so che non ci sono particolari argomenti da segnalare, tranne forse, che il gruppo di lavoro che deve rivedere il regolamento Master per mettere ordine a quella giungla selvaggia sta finalmente iniziando a lavorare (buona notizia), ma dalle prime due riunioni non sembra emergere una linea condivisa tanto che alla prossima riunione parteciperanno anche il Rettore e il Direttore Generale.

EDILIZIA:

  1. vengono approvati i lavori a Palazzo Nuovo per la messa a norma ai fini del rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi, utilizzando fondi MIUR e delle Regione già previsti a questo scopo e messi in bilancio preventivo con questa finalità

BILANCIO:

  1. si discute di Linee Strategiche. Il Cda approva il mantenimento dell’impianto complessivo delle Linee strategiche 2013-2015 fino a tutto il 2015 e chiede ai Dipartimenti di definire i propri obiettivi strategici e di effettuare un riesame circa i risultati raggiunti, producendo propri documenti programmatori in coerenza con le Linee strategiche stesse e con le Politiche della Qualità di Ateneo. Dà inoltre mandato all’Amministrazione di proseguire nel processo di semplificazione e integrazione tra la fase strategica e gestionale della programmazione
  2. solita sfilza di accordi e convenzioni
  3. modifiche di bilancio

Tra i decreti rettorali d’urgenza approviamo la convenzione con l’asilo nido di Grugliasco che riserverà dei posti ai figli dei dipendenti e studenti UniTo che operano nel polo universitario vicino.

Alla fine ritorna la questione dei requisiti di pubblicazione per l’accesso ai concorsi per assegni di ricerca. Nell’ultima seduta di luglio il cda aveva respinto la richiesta pervenuta dal SA di eccezione per i settori di Economia e Sociologia così da non richiedere almeno una pubblicazioni a chi fa domanda per un assegno in quei settori. Come ricorderete io avevo chiesto che il requisito della pubblicazione fosse tolto per tutti i settori disciplinari, e avevo perso.

Il regolamento assegni è tornato al SA lo ha rimandato al CdA chiedendo di motivare il voto contrario sulla base di argomentazioni coerenti con le competenze del cda stesso. E qui scatta la scenetta: il Prof. Giamello interviene dicendo che fa ammenda per il suo voto di luglio contrario alla richiesta di economisti e sociologi e che dopo aver parlato con “autorevoli esponenti del settore disciplinare” ora è convinto e voterà a favore. Prendo la parola per sottolineare che quando le cose le dico io nessuno mi considera o mi dà ragione, ma poi basta la telefonata di qualche senatore che porta le mie stesse identiche motivazioni per far cambiare idea ai colleghi consiglieri. Contano quindi le idee che si portano avanti o chi le porta avanti? Decisamente innervosita impacchetto le mie cose e me ne vado sbattendo la porta. Pare che il commento del prof. Gilli sia stato “dovremmo sempre farla arrabbiare prima così le sedute del CdA durerebbero la metà del tempo”. Se qualcuno ancora resisteva a seguire lo streaming forse potrà confermare quest’ultima chicca che ho avuto la sfortuna di perdermi.

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