Resoconto dell’assemblea del Coordinamento UniTo del 10 settembre 2014

La riunione è stata piuttosto lunga (dalle 13 alle 16 passate) e gli argomenti discussi sono stati molti. Pertanto in questo riassunto verranno ripresi in maniera sintetica i punti dell’ordine del giorno, prestando particolare attenzione ai primi due punti che sono i più urgenti dal punto di vista temporale.

1) La nuova “lettera (quasi) segreta” dei direttori al rettore. Contenuti e conseguenze

Bruno Maida ci racconta che alla fine di luglio alcuni senatori (ufficialmente non si sa chi), in seguito alle vicende dell’approvazione del regolamento per la distribuzione del “premietto” (vedi nota a in fondo), hanno scritto una lettera al Rettore in cui si lamentano di quanto successo in merito e gli chiedono un incontro. Questo incontro è avvenuto alla fine di agosto. Sembra che i firmatari della lettera abbiano rimproverato il Rettore di essere accondiscendente con la “base” (il coordinamento) e gli abbiano chiesto di evitare di interloquire con questa e di discutere le questioni importanti solo in Senato Accademico.

Segue una ricognizione tra i presenti all’assemblea per capire cosa sia successo nei dipartimenti riguardo la questione del premietto. Tant* collegh* prendono la parola e, per farla molto breve, sembra che nella maggior parte dei dipartimenti ci sia stato un rifiuto di discutere della questione, sia prima, sia dopo il voto in SA. In generale, i consigli di dipartimento stanno diventando nuovamente assemblee in cui si pretende di ratificare decisioni prese altrove senza discutere. Emerge che i senatori non si sentono rappresentanti dei dipartimenti/aree, che non sentono di avere vincoli di mandato (o meglio che interpretino il mandato dipartimentale come “portami a casa soldi e punti organico” e basta) e che rappresentano soprattutto loro stessi. Inoltre, sembra che la loro mossa sia stata dettata soprattutto dal fatto che temono che il Rettore presti ascolto alla “base” anche nei prossimi mesi in cui ci saranno diverse importanti questioni da discutere e risolvere, tra cui quella dei numeri programmati e del piano organico.

Abbiamo poi discusso di cosa possiamo fare di fronte a queste posizioni espresse dai senatori. Sono emerse le seguenti proposte:

  1. Riportare i fatti accaduti nel blog chiedendo che la lettera venga resa pubblica perché firmata da persone nella loro veste istituzionale.
  2. Nei prossimi consigli di dipartimento, dovremmo chiedere ai direttori quale sia il contenuto della lettera, se l’hanno firmata e perché.

2) Il “premietto”, cioè l’incentivo una tantum. Domande e risposte della nostra amministrazione; come compilare la domanda; azioni di protesta da mettere in atto.

Alessandro Barge illustra i punti più critici riguardo alla domanda per l’attribuzione del premietto (per maggiori dettagli guardate anche tutte le mail girate negli ultimi giorni sulla mailing list):

–       La parte più critica è quella inerente la didattica e soprattutto il numero di esami svolti.

–       A parte il fatto che non si sa bene come contare il numero di esami (quelli per i quali ho firmato il registro, quelli in cui ero in commissione, un orale + uno scritto sono uno o due esami?, ecc), tanti non hanno più a disposizione i documenti da cui ricavare quanti esami hanno fatto. Anche chi ha fatto una copia del suo registro delle attività didattiche di un certo anno, in quel registro potrebbe aver riportato una stima (che, per diverse ragioni, non per forza corrisponde al numero di firme sui registri degli esami).

–       In base ai decreti legge che aveva inviato Marta Margotti, gli uffici amministrativi non dovrebbero chiederci un’informazione che dovrebbero già possedere, ma la risposta a richieste di alcuni colleghi agli uffici è stata che non sono tenuti a fornirci quei dati e che li dobbiamo fornire noi con una autocertificazione.

–       E proprio l’autocertificazione è il nodo del problema: noi possiamo probabilmente fare una stima degli esami svolti basandoci sulla nostra memoria (eventualmente consultando qualche copia dei registri didattici che avevamo compilato, sperando che siano corretti), ma non possiamo essere sicuri di evitare di dichiarare il falso e quindi di rischiare di incorrere in provvedimenti penali nel caso in cui ci fosse il ricorso di uno o più colleghi (questa eventualità obbligherebbe l’amministrazione a controllare tutti i registri per verificare se effettivamente tutte le nostre dichiarazioni sono corrette).

E’ inoltre emerso che forse non è vero che i soldi del premietto devono essere assegnati entro il 31/12/14, con l’automatico obbligo di restituzione al Ministero. Sembra infatti che questi soldi facciano parte del FFO che non decade.

Dato che la scadenza per presentare la domanda per ricevere il premietto è molto vicina (22 settembre), dopo lunga discussione si è pensato di procedere nella seguente maniera:

–          Scriviamo una lettera al rettore, ai senatori, ecc. per informarli dei problemi emersi e chiediamo loro di fornirci gli elementi che ci permettano di partecipare al bando senza incorrere nel rischio di commettere un atto illegale, oppure di sospendere la procedura finché questi elementi non siano stati trovati.

–          Lunedì 15 settembre quando c’è la riunione della commissione organico i nostri rappresentanti RU sollevano le criticità emerse.

–          Prepariamo una lettera da presentare di persona alla direzione risorse umane (per farcela protocollare) per chiedere di avere accesso ai vecchi registri di esame per poter contare gli esami che abbiamo firmato. Pensavamo di andarci in massa un giorno della prossima settimana.

–          Se questo accesso ai registri d’esame non ci viene dato (o perché non vogliono o, probabilmente, perché non possono darcelo perché non sanno neanche loro da dove tirar fuori questi vecchi registri), prepariamo una dicitura comune nella descrizione delle attività didattiche della domanda in cui scriviamo che i dati da noi forniti sono indicativi e basati sulla nostra memoria in quanto l’amministrazione non ci ha dato la possibilità di verificarli, e che chiediamo all’amministrazione di verificare la loro correttezza.

Nei prossimi giorni seguiranno aggiornamenti su queste proposte.

3) “I 10 punti reloaded”. Per riaprire una discussione sugli obiettivi strategici del Coordinamento

Silvia Pasqua riassume la situazione rispetto a due questioni sollevate già nei “10 punti” che saranno di particolare rilevanza nei prossimi mesi:

–          Numeri programmati: si è costituito un gruppo di lavoro per cercare di vedere se è possibile eliminare il numero programmato nei corsi ove non è previsto per legge. Mentre alcuni membri del gruppo di lavoro ritengono che bisogna basarsi su criteri come i requisiti minimi per poter decidere se il numero programmato è necessario o meno, altri (noi: studenti, Silvia Pasqua in CdA, rappresentanti RU nelle Commissioni) ritengono che sia necessario verificare nei singoli dipartimenti quali siano le ragioni che avevano portato all’istituzione del numero programmato (cioè conoscere lo storico, conflitti e interessi personali, ecc.). Pertanto sarà necessario entro breve raccogliere informazioni nei singoli dipartimenti: c’è naturalmente bisogno della collaborazione di tutt* per realizzare questa ricognizione.

–         Bilancio partecipato: si è costituita una commissione mista Senato CdA e vi è un gruppo di lavoro costituito dal Rettore; nostri rappresentanti sono in entrambi i gruppi. L’idea è quella di portare nei dipartimenti una discussione informata sul bilancio di previsione 2015. Nelle prossime settimane si chiariranno i termini di questa discussione.

4) Prossime elezioni del SA e dei rappresentanti nelle commissioni. Vogliamo un altro Senato Accademico come questo?

Tante vicende (l’ultima è quella dell’una tantum) ci hanno fatto capire che il SA non si considera un organo rappresentativo e che i Consigli di dipartimento non hanno la funzione di favorire (in certi casi nemmeno di permettere) una discussione trasparente e democratica. Pertanto ci siamo chiesti cosa possiamo fare, anche in preparazione delle prossime elezioni del SA, perché questa situazione cambi e, alla fine, si riesca a “democratizzare il sistema”, come è stato detto durante l’Assemblea.

Sono emerse principalmente due proposte:

1)       Alessandro Ferretti ha proposto di valutare come trovare sufficiente appoggio per arrivare a inserire nello Statuto la possibilità di lanciare in Ateneo referendum su particolari questioni.

Un’obiezione sollevata è che è il SA stesso che deve approvare qualsiasi modifica allo Statuto e che i membri del SA difficilmente approveranno qualcosa che li limita nei loro poteri.

2)       Per le prossime elezioni dei membri del Senato possiamo pensare di identificare dei candidati rappresentanti d’area che non siano direttori di dipartimento, magari nemmeno PO o PA, e che abbiano come base elettorale il coordinamento. Infatti, secondo lo Statuto, i direttori di dipartimento devono essere PO (in casi eccezionali PA), ma questo vincolo non c’è per i rappresentanti d’area. Il comportamento degli attuali senatori ci insegna che pensano soprattutto al proprio “orticello”, che dimenticano il loro ruolo di rappresentanti e che dimenticano gli interessi dell’Ateneo nel suo complesso. Se riuscissimo ad eleggere uno o più rappresentanti d’area che invece siano supportati dal coordinamento, che siano sensibili alla questione della rappresentanza e che perseguano gli interessi strategici di tutto l’Ateneo, forse il SA diventerebbe un luogo di discussione.

A questo punto, anche la possibilità di inserire la possibilità di lanciare un referendum nello statuto diventerebbe concreta.

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Note:

a Memorandum: i senatori hanno approvato la proposta di regolamento della commissione organico nonostante il referendum avesse raccolto circa 2/3 dei voti dei docenti dell’Ateneo a favore della proposta del Rettore, contro circa 1/3 dei voti a favore della proposta della Commissione organico.

b Chi tra di voi avesse già compilato la domanda e vorrebbe modificarla dopo aver letto questo resoconto può farlo. Infatti nella mail del 31/7/14 inviata dalla direzione risorse umane (unatantum@unito.it) viene fornita la seguente nota tecnica: “Modifica dei dati: la modifica di dati già inviati è possibile solo attraverso un nuovo inserimento. In tal caso il sistema invierà un nuovo PDF che dovrà essere nuovamente sottosscritto e inviato secondo le modalità previste”.

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