Resoconto (sempre di parte) della seduta del CdA del 20 giugno 2014

di Silvia Pasqua

1)      Viene presentata una relazione sulla performance 2013 dell’Ateneo. In alcuni indicatori siamo migliorati (es. nei finanziamenti per ricerca che arrivano dall’esterno, per la serie Sant’Arrangiati…), le iscrizioni han tenuto nonostante la crisi. C’è però da rilevare una costante diminuzione del personale docente e conseguente aumento del rapporto iscritti/docenti (che sta ancora sotto i 30 al momento… ma per quanto??) e un peggioramento nell’indicatore ISEF dovuto di fatto alla riduzione dell’FFO. Notare che uno dei parametri “premiali” di questo folle meccanismo in base al quale ci viene assegnato l’FFO è proprio l’ISEF (più è alto più ti danno FFO); peccato che l’indicatore ISEF stesso è di fatto determinato per la gran parte dall’FFO stesso. un serpente che si morde la coda, anzi, che strangola l’università pubblica. Gli altri parametri dell’ISEF sono le spese per personale (ma li puoi licenziare??), i mutui (e dove li troviamo i soldi per estinguerli?), e le tasse pagate dagli studenti (che a loro volta non possono superare una certa % dell’FFO). Abbiamo quindi chiesto al Rettore di portare in CRUI una posizione fortemente critica su di un meccanismo perverso che poco ha a che fare con la premialità e che sembra fatto apposta per uccidere lentamente gli atenei dopo averli messi gli uni contro gli altri.

2)      Si fa una presa d’atto del “Regolamento per l’erogazione di incentivi ai Docenti e Ricercatori a valere su fondi competitivi per la Ricerca”. E’ il regolamento che consente di dare integrazioni stipendiali a coloro che hanno vinto progetti di ricerca internazionali. Speriamo che questo aiuti i colleghi ad “appoggiare” i loro progetti europei su UniTo e coloro che già li hanno vinti in passato e li hanno presso enti e centri di ricerca esterni a riportarli in ateneo. Questo aiuterebbe le casse dell’ateneo (grazie agli overhead che oggi vanno a enti esterni) e gli indicatori di performance su cui poi viene attribuito l’FFO. Sono state anche discusse le linee guida per il Regolamento unico per la disciplina fondi e commesse esterne, ossia le regole che il CdA darà con apposito regolamento circa la quota di fondi esterni (derivanti da progetti, master e conto terzi) che deve essere destinata alla copertura delle spese generali, al fondo comune per il personale TA e alla remunerazione di chi lavora nei progetti/master/contratti. La mia personale opinione è che su tutte le iniziative in cui il “marchio” UniTo è rilevante per il progetto stesso (master che fuori UniTo non avrebbero valore, conto terzi che vengono fatti proprio perché siamo l’Università) il prelievo dovrebbe essere consistente. Per i progetti di ricerca invece deve esserci prelievo, ma di minore entità. Non solo, ma credo che dei limiti debbano essere posti alle remunerazioni aggiuntive di docenti e personale che lavorano su questi progetti. La giornata di tutti è fatta di 24 ore e se questi colleghi lavorano molto su questi progetti vuol dire che sottraggono tempo ad altro. Di conseguenza permettere che siano pagati cifre esorbitanti su master e conto terzi significa pagarli due (tre…quattro…) volte.

3)      Viene costituito il Sistema Museale di Ateneo.

4)      Si discute il Regolamento Tasse e Contributi. Dopo un lavoro estenuante durato settimane, in cui i rappresentanti degli studenti in Senato Accademico e in CdA hanno lavorato come i pazzi producendo dati, simulazioni e mostrando una competenza davvero elevata sul tema, il regolamento è stato chiuso con importanti novità e una grande vittoria degli studenti e del Coordinamento tutto che ha appoggiato questa loro battaglia. In sintesi:

  1. Viene dimezzato il costo dei test di ingresso da 100 a 50 euro. Questo costo ricadeva indiscriminatamente su tutti gli studenti, senza una tariffazione differenziata in base alle fasce di reddito.
  2. Ciò produrrà una minore entrata nelle casse dell’Ateneo per il 2014 pari a 750.000 euro. La proposta inziale era di compensare tale ammanco con una aumento sulla prima rata, che però pagano tutti uguale, ossia di nuovo senza fasciazione per reddito. Abbiamo invece ottenuto di coprire l’ammanco con una riduzione di spese o con spese rimandate al 2015.
  3. Il recupero “vero” dei soldi dei test avverrà sulla seconda rata, pagata in base alla fascia di reddito. Sarebbero stati sufficienti 40 euro di aumento sulla fascia ISEE più alta (sopra gli 85.000 euro) per coprire la minor entrata 2014, ma alla fine si è accettato un aumento che va da pochi euro sui redditi ISEE dai 55.000 ai 70.000 euro e un aumento massimo di 80 euro sui redditi ISEE superiori a 85.000 euro. Con gli studenti abbiamo cercato di limitare al massimo l’aumento della seconda rata (siamo partiti da una proposta dell’amministrazione di +100 euro!!!), ma alla fine abbiamo votato a favore perché l’extra-gettito che se ne otterrà è stato vincolato a coprire le spese derivanti dalla riduzione dei numeri chiusi per l’a.a. 2015-2016 (più aule, più docenza, più esercitazioni/lettorati…). E’ infatti stato votato dal SA di giugno un gruppo di lavoro che ha lo scopo di capire quali sono le criticità per cui così tanti corsi in ateneo hanno il numero programmato, risolvere tali criticità (con il tesoretto!) e ridurre al minimo i corsi a numero chiuso per l’a.a. 2015-2016. Io sono membro del gruppo di lavoro sui numeri chiusi e vi aggiornerò sui lavori. Oltre a me ci saranno 3 studenti (un senatore e due del Consiglio degli studenti), Bruno Maida per il CUG e Susanne Schmidt, oltre ovviamente alla prorettrice, a Enrico Pasini (presidente commissione didattica SA), a Lilli Operti (presidente Presidio di qualità) e un altro paio di colleghi che al momento non ricordo (la costituzione del gruppo è avvenuta in SA e non è passata in CdA, quindi ho sentito i nomi solo in streaming).

5)      Protocollo d’Intesa tra la Regione Piemonte, l’Università degli Studi di Torino e l’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” per il funzionamento delle Aziende Ospedaliero Universitarie e per l’integrazione delle Attività Didattiche, Scientifiche ed Assistenziali. E’ un accordo con un sacco di problemi, che garantisce poco l’università e molto il servizio sanitario. Si capisce anche poco perché abbiamo approvato un testo scritto dalla precedente Giunta Regionale quando ne abbiamo una fresca di insediamento, ma l’approvazione del protocollo era stato rimandato così tante volte dal SA che è passata… per sfinimento… Unica nota positiva: il SA ha allegato al protocollo una serie di note sui punti più critici e si spera che la nuova Giunta Regionale voglia tenerne conto.

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