Colpo di scena!

La pubblicazione della critica del Coordinamento Unito all’ipotetica distribuzione dell’”incentivo” ha colpito nel segno. Nel materiale per la Commissione Organico di lunedì 9 giugno 2014, inviato ai componenti alle 13:38 di venerdì 6 (un malloppo da 60 pagine da gustare nel weekend), la proposta del presidente Scagliotti risulta n.p.: non pervenuta.

Ma si sa: il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Al suo posto, infatti, si trova una sorpresa: un’altra proposta, preparata dagli uffici su richiesta di Scagliotti, che deve gradirla assai perché ha ritenuto superfluo mettere all’ordine del giorno altre proposte: non solo non c’è quella del Coordinamento, ma neanche quella del presidente della Commissione Ricerca Caterina.

In effetti, la nuova proposta è sostanzialmente un clone della precedente. Da qualche indizio sembra che le critiche del Coordinamento siano state lette: ad esempio, la scomparsa dell’impact factor è un indubbio progresso. Si nota anche l’aggiunta di tre cucchiaini di “anticasta omeopatica”: i punti per gli incarichi gestionali sono al massimo tre, ma la platea dei beneficiari si allarga ai componenti del Nucleo di Valutazione e dell’Osservatorio della Ricerca… un’offerta votiva a coloro che devono officiare il rito della meritocrazia? Per il resto, si dà una rimescolata agli indicatori di didattica e di ricerca e il piatto è servito.

Com’è il risultato, vorrete sapere? Terrificante. Per apprezzare appieno l’abisso in cui si finisce quando si gioca con le formulette basta fare un esperimento ideale: immaginiamo due diversi professori e calcoliamo i loro punteggi con la nuova proposta.

Soggetto A: l’eroe. Ha tenuto per tre anni un corso di 90 ore con 350 studenti in media, che esamina uno per uno. Ha dedicato cinque ore alla settimana al ricevimento studenti, per non parlare dei mail che lo inondano. Ha fatto da relatore a dieci tesi triennali, cinque magistrali e due di dottorato. Ha pubblicato nel triennio due monografie, oltre a dodici articoli firmati insieme a due colleghi di UniTo. E’ andato a tutte le riunioni di CCL, CdD, CdF. E’ stato presidente della commissione didattica di CCL e di Facoltà.

Punti: 2.75

Soggetto B: il dritto. Nei tre anni ha sempre tenuto un corso di 80 ore per 35-40 studenti, peraltro in gran parte appaltato ad un assegnista. L’esame è un test a crocette identico da sempre. Nel 2010 ha dovuto tenere anche un modulo di 36 ore per sostituire un ricercatore indisponibile e non si è ancora ripreso dallo shock. Lo studio in ateneo non sa neanche dove sia, ha fatto il relatore tre volte in tutto per altrettanti lavori di studenti triennalisti. Ha pubblicato tre articoli e due comunicazioni a convegni, il tutto insieme a 40 coautori che lavorano in altre università. Ai consigli, a parte quelli prenatalizi che si chiudono con il panettone, va un paio di volte all’anno. Firma, si siede vicino all’uscita, si guarda intorno, ascolta annuendo: dopo due minuti finge una chiamata al cellulare e svanisce nel nulla.

Punti:4

…e questo è solo un esempio, se ne potrebbero fare a decine! La conclusione? Questa vicenda sembra una riedizione del vecchio adagio del dito e della luna. Si mette mano ai dettagli, ma le ben più importanti critiche di ordine generale vengono ignorate. Con questa nuova proposta si insiste nella ricerca della pietra filosofale: un altro tentativo di realizzare una formula che possa magicamente misurare “il merito” quando neanche si è abbozzato un discorso serio su che cosa sia realmente, questo benedetto merito!

Ma oltre all’ostinazione, dobbiamo purtroppo constatare anche l’evidente indisponibilità al dialogo e al confronto. La pubblicazione delle tre proposte sulla questione incentivo ha destato l’interesse di moltissimi colleghi, testimoniato da più di 1800 contatti sul blog del Coordinamento; per tutta risposta, un uomo solo al comando mette all’OdG un lodo definito da lui solo, per di più imponendo ai membri della Commissione Organico di esaminare la ponderosa proposta nello spazio di un weekend. Il nostro auspicio è che i membri della Commissione abbiano la forza di rifiutare questo autentico diktat.

Chiediamo al Rettore di farsi garante del fatto che tutte e tre le proposte presentate (quest’ultima proposta, la proposta Caterina, la proposta del Coordinamento) siano democraticamente discusse e votate in commissione.

La Commissione Organico e Programmazione del Coordinamento UniTo

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