Equità: la proposta del Coordinamento UniTo per l’incentivo una tantum (reintegro scatti stipendiali)

Vi ricordate la vicenda del reintegro parziale degli scatti stipendiali? Nel 2010, per indorare l’amarissima pillola della legge Gelmini, un Parlamento subissato dalle proteste approvò uno stanziamento di fondi straordinari per 118 milioni di euro nell’arco di tre anni, destinati a reintegrare almeno parzialmente gli scatti stipendiali di ricercatori e professori del 2011, 2012 e 2013 abrogati dalla legge finanziaria.

La legge Gelmini prevedeva infatti che gli aventi diritto venissero selezionati secondo criteri di “merito accademico e scientifico”. Il successivo decreto attuativo del 2011 ha indicato i seguenti criteri:

  • presentazione di una relazione sul complesso delle attività didattiche, scientifiche e gestionali relative al triennio
  • assolvimento dei compiti didattici
  • accertamento dell’effettuazione di pubblicazioni scientifiche nel triennio relativo alla domanda di reintegro
  • verifica della qualità delle pubblicazioni scientifiche

Sono criteri che potrebbero persino apparire ragionevoli, se non fosse che il  penultimo comma prevede che le risorse non possano venire attribuite a più del 50% dei soggetti ammissibili alla selezione. Una sorta di applicazione accademica della logica che assume come assioma la presenza di almeno il 25% di fannulloni nell’amministrazione pubblica.

Ma come distinguere chi merita il premio da chi rimarrà a secco? Sono emerse, nel nostro Ateneo, due proposte diverse: la prima è quella “meritocratica”,  presentata dal presidente della Commissione organico Scagliotti, di cui illustriamo ed analizziamo i numerosi aspetti critici in questo post: la seconda è quella del Coordinamento Unito, elaborata dalla nostra Commissione organico, che si ispira invece a criteri di equità (Proposta C in Proposte una tantum).

La nostra soluzione non deriva da un rifiuto a priori della valutazione: crediamo piuttosto che la valutazione non abbia niente a che vedere con una formula numerica arbitraria e finalizzata a dividere i buoni dai cattivi. Noi riteniamo che la valutazione debba essere un percorso analitico e condiviso teso a far funzionare meglio l’Ateneo, a individuare gli aspetti positivi per disseminarli e a individuare criticità per porvi rimedio, non per punirle. Insomma, la valutazione è questione troppo seria per derubricarla a un meccanismo per risolvere un problema contingente.

In questo caso, data l’evidente arbitrarietà di valutazioni quantitative del “merito”, appare più giusto rifiutare esplicitamente questa logica e cercare di destinare il più possibile le risorse in modo solidale a chi più ha patito il blocco degli scatti, l’idea alla base della proposta del Coordinamento è quindi estremamente semplice. Basta attenersi alla lettera della legge, adottando i succitati criteri minimi contenuti nel decreto attuativo: presentazione di una relazione, assolvimento dei compiti didattici assegnati, effettuazione di almeno una pubblicazione. Per la verifica della qualità delle pubblicazioni scientifiche, per evitare impact factor e indici vari si può richiedere come criterio minimale che le riviste su cui sono apparsi gli articoli siano comprese nelle liste di riviste scientifiche stilate dall’ANVUR per l’ASN.

Tra chi ha superato questa sorta di sbarramento “meritocratico” si procede per anzianità di servizio inversa, privilegiando i più giovani in ruolo di ogni fascia: in questo modo si dà la precedenza a coloro che avevano (e continuano ad avere) gli stipendi più bassi. I più giovani in ruolo sono stati peraltro penalizzati anche perché gli scatti erano più corposi all’inizio della permanenza in ruolo (l’8%) e quindi con la loro cancellazione il personale con minore anzianità di servizio ha subito un danno proporzionalmente maggiore.

Grazie a questa impostazione, inoltre, le domande sono più snelle da compilare e da controllare, riducendo il carico di lavoro degli uffici e delle commissioni valutative e, non ultimo, anche di coloro che inoltrano la domanda.

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One thought on “Equità: la proposta del Coordinamento UniTo per l’incentivo una tantum (reintegro scatti stipendiali)

  1. […] In alternativa a questa proposta, il coordinamento Unito ne ha stilata un’altra molto più semplice, improntata a criteri di equità (Proposta C in Proposte una […]

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