Resoconto dei punti salienti del CdA del 21 maggio

Di Silvia Pasqua

Eccovi il resoconto in tempo quasi reale dei punti salienti del CdA del 21 maggio

Bilancio di chiusura 2013

∇  Vengono illustrati gli indicatori MIUR relativi all’incidenza delle spese per il personale e all’indebitamento: noi siamo al di sotto delle soglie che ci impedirebbero ulteriori spese e di fatto il commissariamento dell’ateneo. Su un max consentito di rapporto spese personale/entrate dell’80% siamo poco sopra il 70%, su un max di indebitamento consentito del 10% siamo poco sopra il 7%, l’indice ISEF deve essere >1 e noi abbiamo 1.09.

∇  abbiamo speso quasi 10  milioni per i dottorandi e 11 milioni in assegni di ricerca

∇  abbiamo più di 66.000 studenti iscritti a UniTo

∇  l’avanzo totale è di 302 milioni, ma l’avanzo libero è solo di 9,5 milioni nei centri di responsabilità di I livello (dipartimenti ecc.) e di 15,4 milioni in capo all’amministrazione centrale. Di questi ultimi però 13,9 li abbiamo già impegnati sul bilancio 2014 (!) quindi il residuo in capo all’amministrazione centrale è di un misero 1,5 milioni. Il che vuol dire che il prossimo anno, se non aumenteranno le entrate, ossia l’FFO che ci arriva dal ministero, rischiamo di dover cominciare a fare GROSSI tagli. Come dice la relazione di accompagnamento “Il bilancio 2013 non consente di reintegrare per intero le spese tagliate in sede di bilancio di previsione (6,3 milioni di euro)”. Personalmente credo che occorra fare un’attenta analisi del bilancio per capire come e dove eventualmente tagliare. Credo che questo sia il lavoro che sarà chiesto al gruppo che si occupa del Bilancio partecipato a cui partecipano Lia Pacelli e Alessandro Ferretti.

Commissione edilizia

∇  è stata approvata la nuova configurazione degli spazi nella zona centro al fine di dismettere qualche locazione (il piano prevede risparmi sugli affitti per 2 milioni in 3 anni, e per 5 in 4 anni). Psicologia rimane dove è ora (contrariamente alle ipotesi di spostamento che si erano ventilate nei mesi scorsi). Si avrà una riorganizzazione degli uffici dell’amministrazione su 5 edifici.

∇  si è preso atto del piano di risparmio energetico di ateneo predisposto da Baricco e Gambino (risorse interne, costo zero). Sarà presentata al CLE il 4 giugno. Seguiranno interventi a costo a zero e possibili interventi con spesa che dovranno essere deliberati dal CdA. Intanto un primo intervento è previsto sulla sede di Grugliasco.

∇  E’ stata approvata una convenzione di tre anni con l’ARPA per il censimento e la mappatura di tutti gli edifici per verificare il contenuto di amianto. Spesa  460.000.

∇  La priorità dell’edilizia resta la costruzione di un polo per i dipartimenti di via Giuria a Grugliasco. Il 50% delle risorse ci sono (da anni) e vengono dal MIUR, ora si cerca la restante quota dagli enti locali e dalle fondazioni bancarie. Che sia la volta buona??? Quanti anni sono passati dalla prima volta che ne abbiamo parlato???

Commissione personale

∇  regolamento incentivi economici per vincitori di progetti di ricerca internazionali o nazionali: è un argomento di cui ho cominciato a parlate in CdA da dicembre e ancora non siamo arrivati a chiudere. In sintesi: molti progetti europei (ERC in testa) consentono al principal investigator o ai membri del gruppo di ricerca di prendersi dei compensi, a carico dei fondi del progetto. Il nostro ateneo (a differenza del Poli, e della maggior parte degli atenei italiani) non ha un regolamento che consenta di pagare questi compensi. Questo, unito forse al timore che in ateneo non ci siano le competenze per la gestione amministrativo-contabile della rendicontazione, porta molti colleghi vincitori di tali progetti ad “appoggiarli” presso altre istituzioni (fondazioni, centri di ricerca…). Ciò, sia ben chiaro, è perfettamente lecito e legittimo, ma crea un duplice danno per l’ateneo: da un lato gli overhead dei progetti vanno a queste istituzioni non-UniTo, dall’altro tali progetti non possono risultare come UniTo (anche se vinti da personale nostro) e quindi non possono andare ad incrementare gli indicatori di performance dell’ateneo che determinano poi i fondi che riceviamo dal ministero.

L’idea è quindi di consentire ad UniTo di accogliere i fondi dei ricercatori (interni e non solo) che vincono questi mega-progetti. Raffaele Caterina (presidente della Commissione Ricerca del SA) e io (con l’aiuto di altri tra cui Alessandro Barge) cui abbiamo scritto un regolamento sulle linee di quelli di altri atenei italiani. Il regolamento è passato in Commissione Ricerca del SA, ma poi è stato bloccato dall’opposizione delle rappresentanti dei TA in Senato, due delle quali si sono definite “convinte a priori dell’inopportunità di tale regolamento”.

I rilievi presentati riguardano soprattutto la “moralità” per i docenti/ricercatori di integrare lo stipendio con fondi di ricerca per fare ciò che è loro dovere istituzionale e la “moralità” di appoggiare esternamente ad UniTO determinati progetti di ricerca, oltre ad alcune perplessità su singoli punti tecnici del regolamento, aggiungendo che non era loro chiara l’urgenza.

Il SA ha pertanto votato solo un indirizzo politico che invita a fare il regolamento. Il CdA è riuscito ad andare un po’ oltre approvando delle linee guida più dettagliate che riflettono di fatto il regolamento approvato dalla Commissione Ricerca. Il regolamento vero e proprio andrà in approvazione a giugno in SA e in CdA, insieme al regolamento o alle linee guida per la revisione del regolamento conto terzi. Uso quindi  questo mio resoconto per invitare TUTTI coloro che stanno facendo domanda per progetti europei con scadenza a fine giugno a scegliere di appoggiarli nell’Università, dal momento che l’Ateneo si sta dotando degli strumenti adatti a garantire lo stesso supporto tecnico e gli stessi incentivi delle istituzioni esterne non universitarie.

∇  ripartizione dei fondi per esperti linguistici (che hanno sostituito i lettori che l’ateneo non assume più): la ripartizione dei fondi per gli esperti linguistici è stata approvata dal SA sulla base di criteri “storici” (in base a quanti lettori sono andati via). Nessuna considerazione per il nuovo assetto dell’ateneo (non più le Facoltà ma i dipartimenti, i corsi di lingua che afferiscono a due dipartimenti…) e men che meno per le reali esigenze didattiche. Il Cda ha quindi deciso di approvare la spesa complessiva, la distribuzione dei fondi proposta da SA per tutti di dipartimenti tranne Lingue e Studi Umanistici (che sommati spendono più della metà dei fondi) e ha dato mandato al rettore e a me di rivedere, con i direttori dei due dipartimenti che erogano il grosso dell’offerta formativa in lingua, la ripartizione dei fondi tra loro guardando alle esigenze come emergono dal nuovo assetto dell’ateneo e dalle rispettive “responsabilità” rispetto ai corsi di lingue offerti.

Commissione bilancio

∇  per il raddoppio di biotecnologie serve una fideiussione di 1 – 1,5 milioni di euro  a sostegno della fideiussione della Regione, pena la perdita del contributo regionale. Invece di una fideiussione su fondi di bilancio (che rimarrebbero bloccati) si approva fideiussione su un immobile di proprietà, non in uso istituzionale. Per i non tecnici: se succede qualcosa al massimo perdiamo l’immobile[1]! Insomma: per quanto il raddoppio di biotecnologie abbia attratto fondi esterni, continua a prendersi risorse che potevano avere altro utilizzo. Speriamo che vada tutto bene e non occorra mettere all’asta l’immobile!!

Commissione studenti

∇  si vota una commissione congiunta per riscrivere il regolamento dei master in modo che siano più trasparenti i compensi ai docenti, i costi del personale esterno, quanto va all’ateneo come contributo alle spese, il pagamento dei TA che lavorano per i master, ecc.  Abbiamo 107 master e dalle tasse di iscrizione l’ateneo ci guadagna davvero poco, nonostante si usino risorse (umane e materiali) di UniTo. I piani finanziari presentati portano tutti a un “miracoloso” pareggio di entrate e uscite, senza “utili” per l’ateneo. Ciò può anche essere accettabile per master di grande rilevanza accademica, ma dei 107 che abbiamo….

∇  fondi per il tutorato: il SA ha votato i nuovi criteri per la ripartizione tra i dipartimenti dei fondi che dovrebbero servire per il tutorato, a supporto degli studenti in difficoltà con gli esami. il CdA ha votato i pesi. I criteri e i relativi pesi sono:

a)  rapporto iscritti al Dipartimento sul totale degli iscritti in Ateneo (peso 40%)

b) rapporto [iscritti al primo anno 2012/2013 – (meno) abbandoni 2012/2013 al 31/10/2013] su CFU 2012/2013 sostenuti al 31/10/2013, suddivisi per Dipartimento (peso 20%); e’ una misura di quanto gli studenti sono in difficoltà nel superare gli esami

c) rapporto – corso per corso – tra classi (inteso come rapporto tra iscritti su numerosità massima della classe) su docenti, suddivisi per Dipartimento (peso 40%). E’ una misura che tiene conto del fatto che se la numerosità delle classi è minore vuol dire che servono più tutor perché le materie insegnate necessitano di classi più piccole.

[1] Per quelli del Toro: si lo so… lo abbiamo già perso l’Immobile!

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