Petizione per la riscrittura del codice di comportamento UniTo

Al Rettore e al Direttore Generale dell’Università di Torino

Noi sottoscritti, lavoratori e studenti dell’Università di Torino, esprimiamo la nostra preoccupazione riguardo alla bozza di codice di comportamento dell’Ateneo; contiene norme lesive delle libertà fondamentali ed incompatibili con l’esercizio dello spirito critico, la cui violazione determinerà per il lavoratore responsabilità aggiuntive in sede “disciplinare, penale, civile, amministrativa e contabile”.

Tra i nodi critici citiamo in particolare:

L’art. 10 “Comportamenti nei rapporti privati”: “In tutte le proprie attività private, ivi inclusa la partecipazione a siti web e social network, il lavoratore pone particolare cura al fine di non recare danno all’immagine dell’Ateneo”. Questa norma mette a repentaglio non solo la libertà di espressione, ma la stessa natura pubblica della discussione sull’Università. Negare il diritto ad una critica pubblica impedisce inoltre la massima trasparenza delle attività dell’Ateneo, ovvero il requisito primo che questo codice dovrebbe implementare.

L’art. 5 “Partecipazione ad associazioni e organizzazioni”:“il lavoratore comunica tempestivamente al responsabile dell’ufficio di afferenza la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, i cui ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento dell’attività dell’ufficio”. Facile immaginare che la genericità della norma obbligherà di fatto ogni lavoratore a comunicare al responsabile ogni sua attività politica o sociale d’ambito collettivo, con evidenti violazioni del diritto di associazione e del diritto alla privacy.

Oltre a queste due proposte, anche in altre la bozza è così generica da estendere le norme in redazione ben al di là dello scopo dichiarato. Si tratta in definitiva di una bozza peggiorativa del già pessimo regolamento nazionale cui fa riferimento, che presenta vari profili di incostituzionalità. Vale la pena segnalare che gli obblighi riguardano anche i lavoratori precari e quelli esternalizzati: ulteriore conferma del fatto che essi sono inferiori nei diritti ma uguali nei doveri. Infine, nella premessa alla bozza si specifica che anche i codici di comportamento degli studenti dovranno essere modificati “in modo conforme alle nuove disposizioni”.

La stesura di questo codice di comportamento richiede un’ampia ed articolata ridiscussione di numerosi punti critici; vi chiediamo quindi la sospensione della procedura di approvazione della bozza, un incontro pubblico per esprimere puntualmente la nostra posizione e l’istituzione di un tavolo di lavoro con gli organi di Ateneo interessati che includa i portavoce dei firmatari di questa petizione.

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One thought on “Petizione per la riscrittura del codice di comportamento UniTo

  1. […] Il Coordinamento Unito si schiera contro il codice bavaglio e lancia una petizione. […]

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