Nomina Consiglio di Amministrazione

Il 1 ottobre entrerà in carica il nuovo rettore, Gianmaria Ajani, e gli facciamo i nostri migliori auguri di buon lavoro. Ne ha bisogno, peraltro, considerando le condizioni organizzative del nostro Ateneo, la lenta e vischiosa applicazione del nuovo ordinamento, le lotte intestine e gli scontri tipici dei passaggi – per così dire – di regime. Il quadro nazionale non aiuta, e le curiose attestazioni di stima nei confronti della ministra Carrozza appaiono significativamente dimentiche del fatto che questo governo non garantisce all’università italiana neanche standard minimi sul piano economico per un normale funzionamento. L’immobilismo e il provincialismo del precedente governo di Ateneo sono riusciti d’altra parte a garantirci una posizione del tutto defilata dai luoghi nazionali delle decisioni. Insomma, il nuovo rettore ha un lavoro complesso da affrontare  e deve avere molto fiato, perché qui non è la velocità ma il passo costante che può fare la differenza.

Tra i primi atti che dovranno essere compiuti c’è la nomina dei membri esterni del Consiglio di amministrazione, indicati dalla consultazione svoltasi nello scorso Settembre. Una consultazione, appunto, non un’elezione. Vale la pena ricordarlo perché a chi chiedeva ai tempi della Commissione statuto che il CdA fosse appunto elettivo fu risposto, da illustri giuristi, che era impossibile e illegittimo, salvo poi dover tacere di fronte alle scelta contraria del Politecnico confermata dal Tar e accettata dal Ministero. Gli strali lanciati allora contro i sostenitori di un CdA elettivo dovrebbero essere sostituiti adesso da una discussione comune per rivedere lo Statuto di Ateneo sotto questo profilo.

In ogni caso, sebbene si sia trattato di una consultazione, i membri interni del CdA sono stati scelti dal Senato sulla base del risultato dei voti, perché solo così si poteva garantire il rispetto degli elettori e un consenso convinto e ampio all’organo che, secondo la nuova legge, ha maggiori poteri. Il Coordinamento Unito, come già per la nomina dei membri interni da parte del Senato Accademico, chiede ora il rispetto dell’esito della consultazione anche per la nomina dei membri esterni del CdA, ritenendo che questo sia un elemento a garanzia di una condivisione democratica del governo dell’ateneo.

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