Contro la Giunta Cota la lotta non si arresta!

La giornata di lunedì 17 giugno, è stata l’ennesima giornata di intensa mobilitazione da parte delle studentesse e degli studenti delle scuole e degli atenei di Torino, contro l’approvazione del Bando Edisu 2013-2014 deliberata dalla Regione leghista.

Il Bando inserisce requisiti di merito (ECTS) altissimi, sproporzionati, e diversificati per ciascun corso di laurea, (media del 28 o del 29 per moltissimi corsi di laurea) necessari alla sola possibilità di fare domanda per la borsa, provocando un radicale restringimento dell’accesso ai servizi Edisu (residenze, mense, etc..). L’assessore leghista Molinari, costantemente istruito dal suo predecessore Maccanti, difende questo bando  in nome di quell’eccellenza che le università di Torino dovrebbero raggiungere. In realtà, dietro ci sta ben altro.

Il bando costituisce infatti il punto culminante di un preciso disegno politico di Cota e dei suoi corrotti seguaci di smantellamento del diritto allo studio, portato avanti sin dalla sua elezione (falsa!) al governo regionale. Se fino al 2010 la Regione Piemonte copriva il 100% degli aventi diritto alla borsa di studio e al posto letto in residenza, i tagli selvaggi degli ultimi tre anni (dai 27 milioni del 2009 agli 9 previsti dal bilancio regionale per l’anno prossimo) hanno prodotto più di 10.000 “idonei non beneficiari”, ragazze e ragazzi lasciati senza borsa e senza tetto, sebbene siano garantiti loro dalla Costituzione. Un dramma sociale senza precedenti, che vedrà una parte considerevole della popolazione studentesca o sotto un ponte o costretta ad abbandonare Torino, città ad oggi caratterizzata in alcuni suoi quartieri centrali dalla vita studentesca. Anziché assumersi la responsabilità politica di questo dramma, la Regione ha inserito criteri di merito fortemente restrittivi ed esclusivi per  mascherare la massa di idonei non beneficiari e degradarli a non meritevoli  nemmeno dell’idoneità.

Dopo le mobilitazioni della settimana scorsa (qui la narrazione completa) con le quali avevamo ottenuto il rinvio dell’approvazione del bando e avevamo attraversato la vie della città per informare la cittadinanza di quanto stava accadendo, ieri abbiamo nuovamente presidiato Palazzo Lascaris durante la discussione del bando in Commissione Cultura. Dopo aver espulso i rappresentanti degli studenti dal Cda dell’Edisu, la maggioranza leghista non è stata ad ascoltare nessuna delle nostre osservazioni e delle nostre controproposte, approvando un bando che andrà a pugnalare migliaia di studenti senza alcuna consultazione o contrattazione con gli studenti stessi.

Giunta la notizia dell’approvazione del bando,  un corteo di centinaia di studenti si è mosso verso il centro città, portando la propria voce e la propria rabbia sotto il Palazzo della Regione in Piazza Castello, per recarsi poi in Rettorato, dov’era in corso una seduta ordinaria del Senato Accademico. Abbiamo chiesto all’Università di Torino di prendere posizione contro questo scempio che danneggerà in prima persona l’Università stessa, ottenendo ascolto e appoggio da parte del Senato, dal quale è immediatamente uscita una mozione inviata alla giunta e al consiglio regionale in cui si chiede alla Regione di fare un passo indietro e sedersi nuovamente al tavolo con l’università per ridiscutere i criteri del bando.

Dopo aver raggiunto e occupato simbolicamente per qualche ora l’ufficio regionale dell’assessore Molinari in Rondò della Forca, ci siamo riconvocati in assemblea nel tardo pomeriggio, dalla quale è ripartito un corteo notturno per le vie delle città, finalizzato ancora una volta a informare i cittadini dell’operato della Regione e conclusosi con l’occupazione notturna dell’aula studio Verdi, accanto a Palazzo Nuovo, dalla quale siamo usciti questa mattina per garantire il regolare funzionamento dell’aula studio durante la giornata di oggi.

Sebbene il bando debba essere ancora approvato in via definitiva dagli organi preposti (giunta regionale e cda Edisu), la Regione non sembra disposta a nessun passo indietro, sorda di fronte alla richieste di ascolto degli studenti, squalificati anzi da Molinari come frange minoritarie. Non siamo certo stupiti di questo atteggiamento da parte di una giunta Cota che, nel corso di tutto il suo mandato, ha condotto politiche antisociali, che scaricano quotidianamente il peso dell’austerity, della mala gestione e della corruzione sulle fasce deboli della società (studenti, precari, disoccupati, migranti). All’assessore Molinari facciamo notare come non siamo affatto una frangia minoritaria degli studenti, siamo anzi quel movimento che ha conquistato l’80% dei voti alle recenti elezioni universitarie di Unito, e che, in piena sessione esami, ha saputo mobilitare in pochi giorni centinaia di studenti  borsisti e non borsisti, e ottenere l’appoggio e la solidarietà di compagne e compagni che a causa degli esami non hanno potuto partecipare alla mobilitazione.

Come evidente dalla nostra controproposta che abbiamo invano presentato alla Regione, crediamo che il diritto allo studio non sia un premio per i più meritevoli, bensì uno strumento di giustizia sociale che dia la possibilità di studiare a chi non ne ha le facoltà economiche: in questione è il principio di uguaglianza sostanziale tra i cittadini. Rifiutiamo un criterio di merito legato alla media-voti giacchè uno studente con media 24 ha lo stesso diritto a studiare di uno studente con media 27, e ammettiamo come unico criterio (per l’accesso all’idoneità, e non per la graduatoria), al fianco del reddito, il numero di crediti annui collezionati. Ma la rivendicazione primaria da parte degli studenti resta quella sul finanziamento: non vi è discussione sui criteri che prescinda dalla necessità che la Regione, nel riassestamento di bilancio dei prossimi mesi, triplichi i fondi per il diritto allo studio.

La mobilitazione è appena iniziata, stiamo diventando una comunità in lotta che, al di là delle diverse provenienze e del diverso status sociale, persegue un unico obiettivo: riprenderci il diritto allo studio, e far cadere questa Giunta Cota del tutto illegittima. Saremo sempre più consapevoli e sempre più convinti, saremo sempre ai nostri posti. Ora, e a settembre, abbiamo una promessa da mantenere: questa giunta non avrà più vita facile !

Qualche articolo e video di lunedì:

http://www.ilcorsaro.info/in-formazione/diritto-allo-studio-sotto-attacco-gli-studenti-in-lotta-a-torino.html

http://www.youtube.com/watch?v=QlJ63gO8Qjg

http://torino.repubblica.it/young-turin/2013/06/17/news/borse_di_studio_approvati_i_nuovi_criteri_gli_studenti_protestano_non_ci_fermeremo-61257436/

http://www.lastampa.it/2013/06/17/cronaca/borse-di-studio-universitari-protestano-davanti-alla-regione-Bake14NZct3p6AHylSBXYK/pagina.html

http://www.piemonteinformato.com/borse-di-studio-gli-studenti-ai-politici-non-siete-idonei-a-governare

http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/06/17/news/borse_di_studio_universitari_sulle_barricate_sfileremo_in_corteo_per_tutta_la_notte-61298715/

SI – Studenti Indipendenti

Collettivo Alter.Polis

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