Il nuovo regolamento per l’attribuzione dei carichi didattici

La battaglia è stata lunga, ma ne è valsa la pena. Dopo mille lotte e peripezie finalmente è stato approvato il nuovo regolamento per l’attribuzione dei compiti didattici, fortemente voluto dal Coordinamento ricercatori e ottenuto grazie all’appoggio fondamentale di Studenti Indipendenti e Coordinamento precari.

Quali sono i punti innovativi di questo regolamento? Innanzitutto, si mette la parola “fine” all’attribuzione ai ricercatori di didattica frontale non pagata. E’ stato infatti abrogato l’articolo del precedente regolamento che prevedeva la possibilità di affidare ai ricercatori di ruolo “un modulo o un corso curriculare anche a titolo gratuito” fino al raggiungimento di 60 ore di didattica.  Ora gli affidamenti a titolo gratuito sono previsti solamente per i professori di prima e seconda fascia: si sancisce quindi (finalmente!) che la didattica frontale dei ricercatori deve essere pagata, come prescritto dalla legge 240/10, senza deroghe o franchigie, sin dalla prima ora. Inoltre, a scanso di equivoci, si specifica che per attribuire ai ricercatori di ruolo moduli o corsi curriculari è sempre richiesto il loro consenso scritto.

Altro punto importante riguarda le definizioni di didattica frontale e integrativa. Sappiamo bene che su questa distinzione in molti atenei si è giocato e tuttora si continua a giocare sporco, ad esempio inserendo le esercitazioni nel’ambito della didattica integrativa e imponendole ai ricercatori, anche nei casi in cui le esercitazioni riguardino argomenti non facoltativi e che sono oggetto di esame.

La definizione di didattica frontale inclusa nel nuovo regolamento è ampia ed inclusiva:

“Per didattica frontale ai fini del presente Regolamento, si intendono corsi e moduli curriculari, ed ogni altra attività didattica (esercitazioni, laboratori, escursioni a scopo didattico, seminari ufficiali, corsi di recupero e/o allineamento), con l’eccezione dell’assistenza alla ricerca connessa alle tesi di laurea, svolta nei Corsi di Studio, Scuole di Specializzazione e Dottorati di Ricerca, che prevedano almeno una delle seguenti condizioni:

  • programmazione e formale attribuzione da parte del Dipartimento dell’incarico a un docente e definizione del numero di cfu e/o ore;
  • che il loro contenuto didattico sia parte del programma e della verifica dell’apprendimento.
  • compilazione da parte del docente di un registro delle lezioni inviato dagli uffici.”

Allo stesso modo è finalmente chiara la definizione di didattica integrativa:

“Per didattica integrativa si intende ogni attività volta ad integrare i corsi e moduli curricolari dell’offerta formativa delle strutture didattiche come il ricevimento studenti, la parte­cipazione alle commissioni di esami di profitto e di laurea, l’assistenza agli studenti per la ricerca inerente l’elaborazione delle tesi di laurea e la partecipazione alla sperimentazione di nuove modalità di insegnamento connesse a attività tutoriali che non si realizzino durante le ore di didattica curricolare. Sono inoltre incluse nell’attività didattica integrativa le attività di organizzazione, coordinamento e svolgimento di seminari, lettorati, esercitazioni extra­curriculari e l’assistenza ai corsi di laboratorio.”

Un’altra novità riguarda la copertura degli insegnamenti: d’ora in poi tutti i professori dovranno fare almeno 90 ore di didattica frontale, senza eccezioni: solo dopo aver rispettato questo vincolo sarà possibile attribuire didattica ai ricercatori a tempo determinato e indeterminato.

Insomma: questo regolamento rappresenta un grande passo in avanti per l’ateneo di Torino. Sappiamo che in tanti atenei italiani ancora oggi ci sono corsi attribuiti senza consenso, ore non pagate e professori che scaricano i loro compiti didattici sulle spalle di persone che non sono tenuti a farli. La nostra speranza è che questo successo possa anche servire loro da incoraggiamento: tutti insieme, cambiare si può!

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REGOLAMENTO DI APPLICAZIONE ART. 6 COMMI 2,3 E 4 DELLA
L. 30/12/2010 N. 240

 

ARTICOLO 1

Finalità, Principi e Definizioni

1.1 Finalità

1.1.1.Il presente Regolamento viene emanato in attuazione dell’articolo 6, commi 2, 3, 4 della Legge 30/12/2010 n. 240 e disciplina i criteri e le modalità di svolgimento dei compiti didattici e di servizio agli studenti per i professori, per i ricercatori di ruolo, per i tecnici laureati di cui al suddetto comma 4, nonché i criteri e modalità per la determinazione della retribuzione aggiuntiva dei ricercatori di ruolo ai quali, con il loro consenso, sono affidati moduli o corsi curriculari.

1.2 Principi

1.2.1 In relazione alla necessità di assicurare l’offerta formativa dei corsi di studio dell’Università degli Studi di Torino, in modo da garantire “l’efficienza nell’utilizzo del personale docente” come stabilito dall’allegato A del D.M. 544/2007 e dall’allegato A del D.M. 17/2010, i professori e ricercatori devono svolgere rispettivamente compiti didattici e compiti di didattica integrativa prioritariamente presso le strutture didattiche dell’ Ateneo di Torino, secondo quanto previsto dall’art. 20 del Regolamento Didattico di Ateneo.

1.2.2 Per far fronte alle esigenze didattiche in tutti i corsi di studio attivati, resta ferma la possibilità per le strutture didattiche di conferire ai professori di prima e seconda fascia, con il consenso degli interessati, nei limiti delle relative disponibilità di bilancio e secondo le modalità di seguito indicate, affidamenti anche a titolo gratuito.

1.3 Definizioni

1.3.1 Per didattica frontale ai fini del presente Regolamento, si intendono corsi e moduli curriculari, ed ogni altra attività didattica, con l’eccezione dell’assistenza alla ricerca connessa alle tesi di laurea, (esercitazioni, laboratori, escursioni a scopo didattico, seminari ufficiali, corsi di recupero e/o allineamento) svolta nei Corsi di Studio, Scuole di Specializzazione e Dottorati di Ricerca, che prevedano al meno una delle seguenti condizioni:

• programmazione e formale attribuzione da parte della Facoltà dell’incarico a un docente e definizione del numero di cfu e/o ore;

• che il loro contenuto didattico sia parte del programma e della verifica dell’apprendimento.

• compilazione da parte del docente di un registro delle lezioni inviato dagli uffici.

1.3.2 Per didattica integrativa si intende ogni attività volta ad integrare i corsi e moduli curricolari dell’offerta formativa delle strutture didattiche come il ricevimento studenti, la parte­cipazione alle commissioni di esami di profitto e di laurea, l’assistenza agli studenti per la ricerca inerente l’elaborazione delle tesi di laurea e la partecipazione alla sperimentazione di nuove modalità di insegnamento e a connesse attività tutoriali che non si realizzino durante le ore di didattica curricolare. Sono inoltre incluse nell’attività didattica integrativa le attività di organizzazione, coordinamento e svolgimento di seminari, lettorati, esercitazioni extra-curriculari e l’assistenza ai corsi di laboratorio.

 

ARTICOLO 2

 Compiti didattici e di servizio agli studenti dei professori (art. 6 comma 2 L. 240/10; artt. lO e 13 c. 2 D.P.R. 382/80)

2.1 I professori svolgono ogni anno compiti didattici e di servizio agli studenti, inclusi l’orientamento e il tutorato, nonché attività di verifica, per non meno di 350 ore in regime di tempo pieno e di 250 ore in regime di tempo definito, secondo quanto stabilito dall’articolo 6, comma 2, L. 240/2010. Sono inoltre tenuti ad assicurare il loro impegno per la partecipazione agli organi collegiali e di governo dell’Ateneo.

2.2 Nell’ambito dell’impegno orario di cui al punto precedente, i professori devono svolgere nell’anno accademico attività di didattica frontale per un numero di ore compreso tra 90 e 120, secondo quanto stabilito dal Consiglio di Dipartimento competente. L’attività didattica frontale può essere svolta anche presso altre strutture didattiche dell’Università degli Studi di Torino.

2.3 La ripartizione delle attività dei professori e l’eventuale richiesta di assumere un impegno didattico superiore a quello di cui all’articolo 2, punto 2.2 sono determinate d’intesa tra le strutture didattiche di Ateneo competenti e con il consenso del professore interessato, nel rispetto di quanto stabilito dagli articoli 18 e 20 del Regolamento Didattico di Ateneo -Norme Comuni.

2.4 I professori che ricoprano la carica di rettore, pro-rettore, direttore di scuola o di dipartimento,  componente del CUN, hanno diritto di chiedere una parziale esenzione dall’esercizio dell’attività didattica, che è concessa con decreto ministeriale per il Rettore e il pro rettore e con decreto del rettore in tutti gli altri casi.

 

ARTICOLO 3

Compiti di didattica integrativa e di servizio agli studenti dei ricercatori (art. 6 commi 3 e 4 L. 240/10; art. 32 D.P.R. 382/80)

3.1 I ricercatori di ruolo svolgono ogni anno compiti di didattica integrativa e di servizio agli studenti, inclusi l’orientamento e il tutorato, nonché attività di verifica fino ad un massimo di 350 ore in regime di tempo pieno e di 200 ore in regime di tempo definito.

3.2 Nell’ambito dell’impegno orario di cui al punto precedente, ciascun Dipartimento definisce, su proposta delle strutture didattiche competenti e sentito l’interessato, le modalità di svolgimento dell’attività di ciascun ricercatore.

 

ARTICOLO 4

Programmazione dell’attività didattica e copertura degli insegnamenti

4.1 I Dipartimenti, in sede di programmazione delle attività didattiche per l’anno accademico successivo, procedono all’attribuzione dei compiti didattici ai professori e ai ricercatori di ruolo interni all’Università con le modalità indicate nei commi successivi, in accordo col Dipartimento di appartenenza, qualora si attribuiscano compiti didattici a docenti appartenenti ad altro Dipartimento.

4.2 Nella copertura degli insegnamenti i Dipartimenti dovranno attenersi alle seguenti priorità:

a. professori di ruolo dell’ Ateneo inquadrati nello stesso settore scientifico-disciplinare dell’insegna­mento (o in settore dichiarato affine dal Consiglio di Dipartimento competente) e con il consenso del Dipartimento di appartenenza qualora l’attività didattica sia svolta presso altra struttura didattica; le attività didattiche indispen­sabili ai fini di garantire l’offerta formativa devono essere prioritariamente ricoperte da professori di I e II fascia;

b. ricercatori a tempo determinato qualora tutti i professori dell’ Ateneo appartenenti allo stesso settore scientifico-disciplinare (o settore dichiarato affine dal Consiglio di Dipartimento competente) abbiano già esaurito il loro impegno didattico e non intendano svolgere tali corsi in eccesso rispetto al loro monte ore obbligatorio;

c. ricercatori di ruolo, qualora tutti i professori dell’ Ateneo appartenenti allo stesso settore scientifico-disciplinare (o settore dichiarato affine dal Consiglio di Dipartimento competente) abbiano già esaurito il loro impegno didattico e non intendano svolgere tali corsi in eccesso rispetto al loro monte ore obbligatorio;

d) professori o ricercatori appartenenti ad altri Atenei statali inquadrati nello stesso settore scien­tifico-disciplinare dell’insegnamento (o in settore dichiarato affine dal consiglio della struttura di­dattica competente), previo esperimento di procedura di valutazione comparativa

e.) professori a contratto, di cui all’art. 23, comma 2, della L. 240/2010, qualora i professori dell’ Ateneo abbiano già esaurito il loro impegno didattico e non siano disponibili a svolgere ulteriori corsi in eccesso rispetto al loro monte ore obbligatorio, oppure per far fronte a specifiche esigenze didattiche con soggetti in possesso di specifici requisiti scientifici e professionali.

 

ARTICOLO 5

 Incarichi di insegnamento affidati ai Ricercatori e loro retribuzione

5.1 Ai ricercatori di ruolo possono essere attribuiti moduli o corsi curriculari, con il loro consenso scritto, fermo restando il loro trattamento giuridico ed economico.

5.2 Per l’anno accademico in cui essi svolgono tali corsi o moduli è attribuito loro il titolo di professore aggregato.

5.3 L’ammontare del compenso è stabilito ogni anno dal Consiglio di Amministrazione, tenendo conto delle disponibilità di bilancio e delle esigenze dei singoli Dipartimenti, fermo restando che ciascun Dipartimento potrà chiedere all’Ateneo le risorse per pagare corsi affidati a ricercatori solo previo rispetto delle priorità di cui all’articolo 4.2, nell’ambito del budget complessivo stanziato dal Consiglio di Amministrazione.

5.4 Per l’attività didattica svolta in sedi decentrate, che prevedono finanziamenti da parte di enti esterni, si richiamano i trattamenti di miglior favore previsti dalle specifiche convenzioni

 

ARTICOLO 6

Norma finale

Il presente Regolamento sarà applicabile a partire dall’a.a. 2013-2014.

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