Resoconto commissione Programmazione e Sviluppo del 5 marzo 2013

La Commissione Programmazione e Sviluppo si è riunita nuovamente il 5 marzo. Nei giorni precedenti (presa visione dell’ordine del giorno) avevamo chiesto ufficialmente al presidente, Gilardi, di poter discutere anche dell’attivazione delle due Commissioni miste (Senato e CdA) istituite per esaminare rispettivamente i regolamenti di funzionamento dei dipartimenti e il regolamento di organizzazione dell’ateneo. Il punto non stava nell’ordine del giorno, ma Gilardi lo ha ugualmente affrontato nelle sue comunicazioni iniziali, informando che:

a) la prima Commissione mista si è costituita ufficialmente e che ne fanno parte 3 componenti indicati dal Senato (lo stesso Gilardi, Angela Ambrosino in rappresentanza degli afferenti temporanei e Marco Scavino in rappresentanza dei ricercatori), 3 componenti scelti dal CdA (Borazzo, Laselva e Rosboch) e la dottoressa Schiavone degli Uffici centrali;

b) questa Commissione si era già riunita qualche giorno prima e aveva iniziato a esaminare i regolamenti dei dipartimenti, prendendone in esame due (Biotecnologie e Lingue), formulando alcune osservazioni e chiedendo ai direttori dei dipartimenti di apportare alcune modifiche;

c) le “criticità” emerse da questo primo esame sono in parte di natura formale (i progetti didattici e scientifici dei dipartimenti non vanno inseriti direttamente nei regolamenti di funzionamento, ma ne costituiscono degli allegati; diverso è invece il caso della “Carta etica”, che può anche figurare come premessa di carattere generale al regolamento), in parte di natura sostanziale (ad esempio il numero dei componenti delle giunte e le funzioni e i criteri di composizione delle sezioni);

d) la data della successiva riunione della Commissione mista sarebbe stata venerdì 8 marzo;

e) la seconda Commissione mista, invece (della quale fanno parte per la Commissione Programmazione e Sviluppo Enrico Pasini, Carla Pignata e Silvestro Roatta) non si è ancora insediata, per via della richiesta – da parte del Consiglio di amministrazione – di avere il tempo per operare una valutazione preliminare complessiva delle tematiche legate al regolamento di organizzazione.

La discussione che ne è scaturita si è focalizzata sui seguenti punti:

1)      a proposito della Commissione mista sui regolamenti dei dipartimento, noi abbiamo sottolineato quale dovrebbe essere l’iter procedurale più coerente e corretto, ai sensi dello Statuto, e cioè: la Commissione prende in esame i vari regolamenti e formula le proprie osservazioni, riportandole alla Commissione Programmazione e Sviluppo, la quale delibera in merito alle eventuali richieste di modifica e le inoltra ai direttori dei dipartimenti; dopo di che, i regolamenti con le eventuali modifiche ripassano alla Commissione Programmazione e Sviluppo, che trasmette il tutto al CdA per il suo parere e infine lo porta in Senato accademico per l’approvazione definitiva. Lo scopo di questo nostro intervento era evitare che la Commissione Programmazione e Sviluppo (che formalmente è un organo del Senato) venga sostanzialmente scavalcato o si veda poi costretto in qualche modo a ratificare delle decisioni prese dalla Commissione mista (tanto più che lo Statuto norma il funzionamento delle commissioni senatoriali permanenti, ma non quello delle Commissioni miste temporanee);

2)      alla fine si è deciso che la Commissione mista sui regolamenti dei dipartimenti distinguerà i problemi che sono di natura meramente formale (sui quali chiederà subito ai direttori di dipartimento di intervenire) da quei problemi più complessi e controversi, che saranno invece portati in discussione nella Commissione Programmazione e Sviluppo (è una buona cosa, perché non era affatto chiaro che l’iter sarebbe stato questo);

3)      le rappresentanti degli afferenti temporanei hanno fatto notare che sarebbe opportuno convocare sempre le riunioni con un ragionevole anticipo, per garantire a tutti la possibilità di essere presenti (questo in riferimento alla loro assenza dalla prima riunione della Commissione mista). Gilardi ha risposto in maniera secca, dicendo che non sempre questo è possibile e che ognuno deve imparare a razionalizzare i propri impegni (sic);

4)      le rappresentanti del personale TA hanno protestato con forza contro la pretesa del CdA di prendere tempo, prima di attivare la Commissione mista sul regolamento di organizzazione dell’ateneo, ipotizzando che tale pretesa nasconda un’ostilità di fondo contro il ruolo del personale TA. Anche Pasini, intervenendo nella discussione, ha definito “sgradevole” la presa di posizione del CdA. Il presidente ha dichiarato di non poter fare altro che prendere atto.

Dopo di che ha avuto inizio la discussione sui diversi punti all’ordine del giorno (a causa dell’assenza del dottor Cornaglia, quello relativo all’edilizia è stato rinviato). Il primo punto ha riguardato l’accreditamento; la prof.ssa Operti ha ripetuto quanto aveva già presentato in Commissione didattica (la commissione competente sull’argomento) e di cui si dice in un altro post.

Noi rappresentanti dei ricercatori avevamo chiesto al presidente Gilardi, durante la settimana precedente la seduta della commissione, di conoscere il calcolo per il nostro ateneo dell’indicatore di sostenibilità economica e finanziaria (ISEF) contenuto nel D.M. 47. Ricordiamo:

ISEF = A/B

A = 0.82 x (FFO + Fondo programmazione triennale + Contribuzione netta studenti – Fitti passivi)

B = Spese di personale + Oneri ammortamento.

Ci è stato detto che il nostro ateneo applica un coefficiente ISEF=1.07, quindi rispettiamo i requisiti richiesti dal decreto ministeriale (ma purtroppo non ci è stato fornito il dettaglio delle singole voci).

Infine un aggiornamento sulla riunione della Commissione mista per i regolamenti di funzionamento dei dipartimenti dell’8 marzo.

Il presidente Gilardi aveva richiesto nei giorni precedenti un parere all’Ufficio legale (dott.ssa Sciolla) sulla questione dei criteri di composizione delle Commissioni Didattica e Ricerca. Ricordiamo che lo Schema-tipo di regolamento prevede, all’art. 19, che in tali commissioni siano rappresentate «tutte le componenti» del dipartimento, ma alcuni dipartimenti non lo  hanno fatto. Il parere dell’ufficio, in sostanza, è che la norma vada intesa proprio nel senso che “tutte” le componenti (quindi anche afferenti temporanei e studenti) siano rappresentate; anche se, in coda al parere, aggiunge ambiguamente che forse si potrebbe pensare alla presenza degli studenti nella Comm. Didattica e a quella di assegnisti e precari nella Comm. Ricerca.

Avendo sul tavolo questo parere, la Commissione ha deciso di trasmetterla a tutti i direttori di dipartimento. Tutto sommato un buon risultato, ci sembra…

Angela Ambrosino

Lia Pacelli

Silvestro Roatta

Marco Scavino

Elena Vallino

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