L’importanza di esserci

Domani pomeriggio (lunedì 11/3, dalle 14-14.30 in poi) ci sarà un presidio in rettorato in concomitanza con la seduta del Senato Accademico.  A me sembra molto importante andarci, e volevo dirvene le ragioni.

Nel corso degli ultimi mesi, chi di noi ha seguito le faccende di Ateneo (quindi sopratutto noi rappresentanti) ha assistito a una crescente arroganza da parte di certi “baroni” (e non solo) su come gestire l’Università. “Cabine di regia“, mancanza di trasparenza e di informazioni, discorsi paralleli… nelle commissioni in cui sediamo i documenti importanti ci sono di solito consegnati senza preavviso, non si anticipa mai (solo con 2-3 gg di preavviso) su cosa si dibatterà in futuro… e, in più, insulti e intimidazioni a chi di noi ha chiesto chiarimenti, maggiore trasparenza e collaborazione.

Negli ultimi giorni tutto ciò ha avuto una “escalation”: in commissione organico ci siamo trovati all’improvviso sotto il naso una bozza di regolamento didattico (diversa da quella approvata e concordata) su cui deliberare all’istante; più grave ancora, stanno cercando di ritardare l’approvazione da parte del Senato del regolamento tasse studentesche già pronto da tempo. Lo scopo è duplice: da una parte rimandare il regolamento tasse per poterle alzare al più presto, dall’altra è mettere gli uni contro gli altri dicendo che se bisogna pagare la didattica dei ricercatori allora bisogna alzare le tasse (o diminuire gli assegni di ricerca, in queste settimane non l’hanno detto ma vi ricordo che era un discorso che facevano in passato).

Il senso della nostra presenza domani è dunque questo: dire NO a un modo di gestire l’Ateneo autoritario e non trasparente; dire NO a un’idea di Università elitaria e pre-’68, segnata dalla diseguaglianza sociale, dove le borse di studio si tagliano e le tasse si alzano per far quadrare i conti, senza nessun rispetto o ragionamento sul diritto allo studio; dire NO a una logica del “divide et impera”, a una dirigenza che invece di sedersi onestamente attorno a un tavolo assieme a tutte le componenti per cercare di trovare soluzioni, pensa a fare continuamente giochetti di palazzo per mantenere il “potere” in Università (“potere” sempre più sulle macerie, viene da dire).

Se domani saremo presenti, faremo capire al Senato che buona parte degli studenti e dei lavoratori di questa Università non ci sta a questo modo di fare. Se saremo pochi, daremo ragione al Rettore quando afferma che siamo quattro gatti che non rappresentano nessuno e ci deride dicendo che i ragazzini delle medie di solito sono più di noi. E, di conseguenza, passerà l’idea che alla grande massa silenziosa dei lavoratori dell’Ateneo non interessa se l’Università di Torino è democratica o meno, se è classista o no.

Ecco, scusate la lunghezza (e in certi tratti la retorica o anche la sgrammaticatura) della mail; so che abbiamo sempre tutti molto da fare e che per molti sarà uno sforzo, ma ci tenevo a dirvi perchè, secondo me, domani è importante cercare di esserci.

Javier González Díez
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