Errore materiale (con recidiva)?

Il mistero del regolamento scomparso è arrivato alla seconda e, speriamo, ultima puntata. Riassunto della precedente: il regolamento relativo alla didattica, approvato dalla Commissione del Senato, era improvvisamente scomparso dalle carte consegnate a tutti i senatori. Chi era stato? E il movente? Mentre il nostro Coordinamento si interrogava e protestava, il regolamento era riapparso con la stessa velocità. “Un errore materiale”, spiegavano gli uffici. Discusso e approvato dal Senato, ora deve fare un passaggio in Consiglio di Amministrazione, perché il regolamento prevede un impegno di spesa, ossia quella straordinaria cifra che consente di pagare i corsi tenuti dai ricercatori, al costo di ben 25 euro lordi all’ora.

Gli errori comunque capitano, ed è noto che solo perseverare è diabolico. La saggezza popolare apre però, in questo caso, significativi interrogativi sulla nostra classe dirigente e amministrativa, dato che è accaduta di nuovo la stessa cosa. Infatti, nel breve tratto di corridoio che divide la sala del Senato da quella dove si riunirà il Consiglio di Amministrazione la prossima settimana, il regolamento si è nuovamente volatilizzato. Voci di corridoio raccontano che un altissimo dirigente del nostro Ateneo abbia la preoccupazione che non vi sia la copertura di bilancio. Curiosa analisi, se è vera, per qualcuno che dovrebbe invece preoccuparsi di applicare la legge che prevede appunto la retribuzione per i corsi tenuti dai ricercatori, e forse domandarsi come sono stati spesi i soldi a UniTo negli ultimi anni.

Fatto sta, che il regolamento è scomparso. Un nuovo errore materiale sarebbe auspicabile, anzi direi necessario, se si vogliono applicare criteri di trasparenza nel nostro Ateneo e non si vuole dare l’impressione che un qualunque docente di potere sia in grado di modificare le decisioni prese dai rappresentanti di tutti.

Bruno Maida

PS: l’articolo 4 del regolamento del CdA prevede che le sedute vengano trasmesse in diretta streaming, proprio come quelle del Senato Accademico. Se l’attuale CdA ha i poteri del nuovo statuto va da sè che non può mantenere l’opacità di quello vecchio. Cosa bisogna fare per vedere le sedute del CdA? Dovremo fare ricorso e chiedere di invalidare le riunioni non trasmesse a norma di regolamento? La seduta di domani è un’ottima occasione per rientrare finalmente nella legalità.

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