Resoconto riunione CRSA del 4 febbraio 2013

La commissione Ricerca ha discusso le due proposte in merito alla valutazione presentate dal Coordinamento UniTO la prima e dal Prof. Venturello (in collaborazione con altri colleghi della Commissione) la seconda.

La nostra proposta (che trovate al link https://coordinamentounito.wordpress.com/2013/01/31/proposta-sulla-valutazione-nelluniversita-di-torino/) non è stata approvata (8 voti a favore), mentre è stata approvata la seconda proposta (13 voti a favore) che riportiamo qui sotto.

————————————————————————————————————————————–

Proposta presentata dal Prof. Paolo Venturello, in collaborazione con colleghi della Commissione Ricerca Scientifica del Senato Accademico.

I seguenti punti rappresentano una possibile applicazione delle linee guida riportate nel documento Il sistema di valutazione dei prodotti della ricerca: analisi e proposte di riforma del prof. R. Caterina, sottolineando che riguardano, come peraltro anche la proposta del Presidente della Commissione Ricerca, unicamente la valutazione dei Dipartimenti:

1- limitare l’intervallo di tempo da sottoporre a valutazione; iniziare a valutare un triennio, in quanto tutti i Dipartimenti sono di recentissima costituzione, per poi ampliare progressivamente il periodo, fino a valutare dopo due anni un intero quinquennio;

2- limitare il numero di prodotti da sottoporre a valutazione, incoraggiando tutti a privilegiare la qualità;

3- uniformare per tutte le strutture il periodo di valutazione (punto 1);

4- differenziare in funzione delle aree che concorrono a comporre la struttura il numero e la tipologia dei prodotti da sottoporre a valutazione; questo può essere fatto definendo valori medi per ogni area sulla base di parametri individuati su base nazionale ed internazionale (compito questo dell’Osservatorio della Ricerca) e approvati dal Senato Accademico;

5- in caso di prodotti caratterizzati da multiple authorship (intradipartimentale) non ammettere la sottomissione multipla; ogni prodotto può essere considerato solo una volta per una singola struttura;

6- utilizzare come sorgente dei prodotti da sottoporre il Catalogo dei Prodotti (l’Osservatorio deve risolvere alcuni punti in sospeso);

7- prevedere che il docente che non raggiunge il numero soglia di prodotti da sottoporre (variabile per area, punto 4) contribuisca con una valutazione negativa al punteggio del Dipartimento;

8- nell’ambito di un sistema che preveda la selezione di un numero limitato di prodotti, elaborare criteri più articolati, ed eventualmente differenziati per area, per la valutazione di ogni singolo prodotto, tenendo conto anche dei criteri adottati dall’’ANVUR (consultabili alla pagina web:

http://www.anvur.org/?q=content/composizione-dei-gruppi-di-esperti-della-valutazione

(si veda l’esempio in calce al documento un’applicazione al caso dell’area chimica)

9- definito il numero di prodotti che ogni ricercatore del Dipartimento deve presentare (in funzione dell’Area di appartenenza, punto 4), definito il punteggio di ogni prodotto (risultante dall’applicazione del punto 8), calcolare i punteggi  raggiunti dai Dipartimenti, che normalizzati per la numerosità diventano numeri comparabili;

10- valutare le strutture dipartimentali non solo come somma di singoli ricercatori, ma anche sulla base di altri indicatori di gruppo, quali, per esempio: capacità di attrarre finanziamenti, numero delle convenzioni stipulate con enti di ricerca esterni nazionali ed internazionali, numero di borse ed assegni a totale carico della struttura finanziati, dottorati finanziati con risorse differenti da quelle di ateneo, dottorati in co-tutela etc.;

11-valutare i Dipartimenti anche alla luce del Piano di sviluppo e di programmazione che dovranno proporre all’Ateneo, e in particolare in base alla capacità di rispettare gli obiettivi sottoscritti (un invito ad usare la valutazione come stimolo e non solo come giudizio);

Per la valutazione specifica dei singoli ricercatori (da non applicarsi per la valutazione delle strutture) si possono prevedere modalità differenti.

Esempio per l’area 3, Scienze chimiche:

 

se l’articolo è di recente pubblicazione ed ha una ha una storia” citazionale ritenuta non sufficientemente consolidata, si utilizza la matrice seguente per l’attribuzione della classe finale di merito, nella quale si privilegia l’indicazione fornita dalla classificazione basata sull’IF

diagonale

ragionevolmente dovremo pensare a soluzioni differenti all’IR=Informed Peer Review per i casi extra-diagonale;

Per compilare questa, ed analoghe tabelle di altre aree, si può ricorrere, per le aree bibliometriche, al documento redatto dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e pubblicato dalla CRUI alla pagina:

http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2071#

dove sono riportate le soglie di transizione per gli indicatori IR (impact factor) e IC (indice di citazioni)

 (da verificare per le aree non “bibliometriche”)

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: