Strettamente “personale”!

La crisi attuale dell’intero sistema universitario è resa evidente dalle crescenti difficoltà nel reclutamento del personale: blocco del turn over, vincoli stringenti di bilancio, normative incomplete rendono il quadro particolarmente preoccupante, all’interno del quale l’Università di Torino (come gli altri atenei italiani) deve pianificare il prossimo piano del personale docente, ricercatore, dirigente e tecnico-amministrativo.

PIANO ORGANICO D’ATENEO. Il Piano decennale relativo al personale 2002-2012 nello scorso anno è stato esaurito, con variazioni rispetto a quanto previsto dovute anche alle norme di legge e alle disposizioni ministeriali prodotte nel decennio. Ricordiamo il documento del Rettore sull’organico di novembre 2012, la replica di ricercatori e precari e la controreplica di Pelizzetti: https://www.serviziweb.unito.it/atunito/?id=726

Ora l’Università di Torino deve preparare il nuovo piano organico che dovrà essere discusso nelle settimane prossime, ad iniziare dalla prossima riunione della Commissione organico, prevista per il 31 gennaio 2013. Il Decreto legislativo 49 del 29 marzo 2012 (Disciplina per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei) prevede che ogni università predisponga piani triennali per la programmazione del reclutamento del personale (il primo sarà relativo al 2013-2015), sulla base di alcuni criteri, come si può leggere nel testo del Decreto, art. 4:

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2012;049

In sintesi:

a) il numero dei professori ordinari presenti nell’organico non dovrà superare il 50% della somma dei professori ordinari (PO) e professori associati (PA).

b) dovrà essere mantenuto un “equilibrato rapporto” tra dirigenti, tecnico-amministrativi e docenti, tenendo conto dei “valori di riferimento” che “tengano conto delle dimensioni, dell’andamento del turn over e delle peculiarità scientifiche e organizzative dell’ateneo”. I “valori di riferimento” devono essere indicati dal Ministero dell’Università (MIUR) che però – in ritardo sui tempi stabiliti dal Decreto legislativo – non ha ancora emanato lo specifico decreto: questo fatto rende particolarmente complicato (se non forse impossibile) stabilire con precisione il piano triennale.

c) dovrebbero essere favoriti i contratti di ricercatori a tempo determinato (RTD) di tipo b) (per i quali è previsto il passaggio a PA): in ogni caso, negli atenei con una percentuale di PO superiore al 30% del totale dei professori (dovrebbe riferirsi alla somma PO+PA), la percentuale di RDT b) reclutati non può essere inferiore ai PO reclutati nello stesso periodo. L’Università di Torino ha oggi

493 PO

562 PA

940 Ricercatori a tempo indeterminato

87 Ricercatori a tempo determinato

Dato che i PO sono più del 30% dei PO+PA (in totale sono 1055), i nuovi RDT non potranno essere in numero inferiore ai nuovi PO reclutati.

VINCOLO 20% RECLUTAMENTO ESTERNI: il reclutamento di nuovo personale deve rispettare la condizione che almeno il 20% dei nuovi assunti provenga da altri atenei, vale a dire che si tratti di personale che nei tre anni precedenti non abbia prestato servizio o sia stato titolare di assegni di ricerca o iscritto a corsi universitari nella stessa università (Legge 240/2012, art. 18, comma 4).

Per il 2011, questo vincolo è stato rispettato; ora si sta facendo il controllo per il reclutamento avvenuto nel 2012.

TURN OVER: è consentito agli atenei un turn over massimo pari al 20% delle cessazioni (in termini di budget e non di punti organico); questo vincolo vale per il triennio 2012-2014. Nel 2015 dovrebbe essere del 50% e dal 2016 si dovrebbe tornare al 100%. Ci sono forti dubbi che questo accadrà: per il momento, ciò che è in vigore è la riduzione – di fatto – dell’80% delle somme da destinare a nuove assunzioni rispetto alle cessazioni in ruolo.

PUNTI ORGANICO: al momento il MIUR non ha ancora stabilito come saranno gestiti i punti organico dei RDT al termine del contratto (vi ricordo, per RDT tipo a): contratto di 3 anni oppure 3 anni + una proroga di altri 2 anni per una sola volta; RDT tipo b): contratto di 3 anni con passaggio eventuale a PA). Quando un RDT termina il periodo del suo contratto “libera” i 0,50 punti impegnati per il suo reclutamento. Ad oggi non si sa ancora se quei 0,50 punti organico potranno essere interamente riutilizzati oppure se saranno considerati derivanti da una cessazione dai ruoli e quindi sottoposti alla norma che impone il limite del turn over al 20%. In ogni caso, i 0,50 punti organico cessati – di RU, PO, PA – ritornano formalmente nella disponibilità dell’ateneo e non del singolo dipartimento: l’ateneo stabilirà la distribuzione del complesso dei punti organico sulla base dell’assegnazione del MIUR. Nel 2012 sono stati fatti circa 90 RDT a) e i loro contratti scadranno tutti più o meno nello stesso periodo: l’ateneo non sa come potrà comportarsi, come anche tutte le altre università italiane.

PIANO STRAORDINARIO PA: il MIUR ha concesso una proroga del piano straordinario per i PA fino al 30 giugno, per attendere i risultati dell’abilitazione nazionale in corso. Dato che probabilmente a questa data non tutte le commissioni per l’abilitazione avranno terminato i lavori (vi sono richieste per prorogare ulteriormente la scadenza dei termini dei lavori delle commissioni), non è escluso che il termine per la conclusione delle assunzioni per il piano straordinario PA sia prorogato al 31 dicembre 2013.

In merito al reclutamento straordinario, il 28 dicembre 2012 è stato emanato il decreto interministeriale:

http://attiministeriali.miur.it/anno-2012/dicembre/di-28122012.aspx

Conclusioni. Si sta predisponendo il prossimo piano organico per il triennio 2013-2015, che dovrà tenere conto di molti vincoli e incertezze, ai quali si aggiunge la riduzione delle assegnazioni per il FFO. Nelle settimane prossime, saranno predisposti i primi tasselli del piano che disegnerà le linee per il futuro del nostro ateneo: l’importante è non restare a guardare.

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