Pericolo! Fondazioni cannibali minacciano gli atenei!

Dopo il caso delle linee guida disciplinari all’Università di Catania (vedi http://bit.ly/VUNgbL) ecco un’altra iniziativa estremamente pericolosa: questa volta tocca all’ateneo di Messina e anche questa volta il rischio di emulazione riguarda tutti.

Molto brevemente: l’ateneo di Messina ha istituito una fondazione a partecipazione esclusivamente universitaria, alla quale trasferisce le migliori risorse dell’ateneo messinese (finanziarie, immobiliari o altro, ad es. brevetti) e le affida i compiti più prestigiosi (e redditizi): tra le finalità della fondazione rientra infatti la possibilità di “promuovere, organizzare e gestire strutture, progetti, eventi e ricerche anche interdisciplinari, attività formative comprese, istituire premi e borse di studio, svolgere attività di consulenza e formazione a favore di enti pubblici e privati”.

In pratica sono tutte cose che può benissimo fare anche l’università: ma se vengono realizzate dalla fondazione, chi decide cosa fare e come farlo è la fondazione stessa alla quale vanno pure i ricavi delle attività.

Facile immaginare che abusando di questa logica l’Università da un punto di vista decisionale ed amministrativo si trasformi in una sorta di “bad company” che ha l’ingrato compito di sostenere la didattica, mentre la parte appetibile è incorporata nella fondazione a gestione privatistica. In pratica l’Università viene cannibalizzata dalla fondazione,  alla quale cede parte delle sue risorse e appalta parte delle sue funzioni istituzionali.

Dato che per legge le funzioni istituzionali sono riservate espressamente alle Università, il tutto è anche illegittimo, come si evince dalla recente interrogazione parlamentare che i battaglieri colleghi messinesi sono riusciti ad ottenere:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=692567

Purtroppo questo non ha certo fermato il MIUR, che ha prontamente dato parere favorevole all’istituzione di questa fondazione!

I colleghi di Messina hanno stilato una lettera per invitare il ministro Profumo a riconsiderare il parere favorevole: se anche voi pensate che la decisione vada rivista vi invitiamo a firmare questa lettera visitando il link

http://bit.ly/W4Lmbb


Alessandro Ferretti

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