Una carezza in un pugno (a un compagno) – Storie di ordinaria follia

ore 7:00 di giovedì 6 dicembre 2012

Una trentina di compagni e compagne arriva in Piazza Arbarello per organizzare la partenza del corteo, direzione: Mole Antonelliana, in solidarietà ai lavoratori Rear. Lì ci sono anche alcuni militanti di area autonoma. Parte una “baruffa” per meglio posizionarsi nel corteo, grande e mai dimenticato revival della sinistra di movimento. C’è qualche spintonamento e ai compagni arrivati viene impedito di avvicinarsi a Via Cernaia, punto di incontro con le lavoratrici e i lavoratori della FIOM.Nella calca uno dei 30 viene accusato di aver spintonato una ragazza, cosa non vera: oggi più volte allo spezzone studentesco è stato impedito di posizionarsi nel corteo e procedere serenamente fino alla meta stabilita dalle assemblee nelle scuole e nelle università, nonostante ciò nessuno dei nostri compagni e delle nostre compagne alzerebbe le mani contro chiunque scenda in piazza al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori. Di qualunque categoria, genere ed età.

ore 10:00

Dentro il corteo, scortati da un autonomo cordone, comincia il circo equestre “Merda, hai menato una compagna”.

ore 14:00

A corteo finito una decina di ragazzi di area autonoma entra nell’Auletta Liberata dei collettivi a Palazzo Nuovo e sono pugni in faccia e calci per il compagno in questione e altri due compagni lì presenti che provano ad intervenire.

La neve sta per scendere su Torino, un governo forse cade, un altro forse peggiore salirà e il solito tran tran di movimento fatto di manifestazioni, cariche, lavoro di merda e università e scuole che crollano a pezzi va avanti come al solito. E mentre vai al corteo e vorresti un lavoro magari non precario, un reddito di cittadinanza, qualche diritto di più e vorresti riprenderti quello che ti hanno tolto, chiedi a chi ti accende la sigaretta: “Uagliò, ma con tutto quello che c’è in giro proprio a me devi essere antagonista?”Fai il primo tiro, tre saluti e vai avanti, chè alle due ci sono tante cose da fare e domani ci saranno i banchetti nelle facoltà e nelle scuole, ci sarà il lavoro di cui sopra.Però a mezza bocca lo dici: que se vayan todos (ma proprio todos) e che forse quell’ometto che diceva che dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere, dovrebbero ascoltarlo tutti un po’ di più…

Quello che è successo ieri è un attacco a tutti e tutte noi, al nostro lavoro quotidiano per cambiare la società a partire dalle scuole, dalle università, dalla nostra città. Non ci lasciamo intimidire da quest’aggressione, domani saremo di nuovo nelle università e nelle scuole, le nostre aulette saranno aperte come sempre, continueremo a dire ciò che pensiamo senza aver paura di ritorsioni o spedizioni punitive. Se non vogliamo arrenderci ad un mondo di precarietà, figuriamoci alla prepotenza di qualcuno. Appare inoltre paradossale rilevare come il modo per rispondere ad una supposta azione machista di discriminazione tra sessi sia stata un spedizione punitiva in difesa del “genitl sesso” e riteniamo inaccettabile che tali fatti accadano proprio dentro e contro quel movimento studentesco che si è contraddistinto in questi anni per aver costruito una grande partecipazione nelle scuole e nelle università tramite pratiche democratiche innovative.

SI – Studenti Indipendenti

LaSt – Laboratorio Studentesco

Officine Corsare

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