Appalto biblioteche: un passo avanti, ma la gara è appena iniziata…

Ultimi aggiornamenti sulla gara di appalto per le biblioteche!

Venerdì scorso sono comparse le risposte dell’ateneo ai quesiti posti dalle ditte e cooperative concorrenti alla gara per il nuovo appalto per i servizi in biblioteca e dal nostro sindacato, come avete letto nell’articolo. Tali chiarimenti hanno fortunatamente specificato sia il corretto monte ore settimanale, sia quello annuale ed hanno inoltre specificato maggiormente la clausola di salvaguardia per quel che concerne il mantenimento dell’attuale contratto. Continua a leggere

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Le biblioteche sull’orlo del baratro

Una nuova tegola cade sulle biblioteche d’ateneo. Come già saprete, dopo il lungo confronto avviato da anni con l’amministrazione guidata da Ajani sul futuro di questi servizi e delle lavoratrici e lavoratori che vi sono impiegati, l’amministrazione aveva purtroppo scelto di non accogliere la richiesta sindacale di un’assunzione diretta dei bibliotecari esternalizzati (ad esempio tramite un ente di cui l’Ateneo è partecipe) giudicando più sicuro per noi lavoratori proseguire con le gare d’appalto: assunto da noi rifiutato da sempre in quanto il lavoro non è una merce e non si mette all’asta! Continua a leggere

Pacco, Doppio Pacco e Contropaccotto

È (forse) arrivata alla fine l’annosa saga dei 40 RTD-A misteriosamente spariti dalla programmazione triennale presentata dal rettore. Un passo indietro: nel novembre del 2017 il rettore annuncia l’apertura di 40 posti da RTD-A all’anno per tre anni. Non è certo una misura sufficiente a risolvere i notevoli problemi di organico di UniTO e a stabilizzare quanti continuano a fare ricerca e docenza in condizioni di precarietà, ma è qualcosa. Alla presentazione del piano di bilancio, avvenuta poche settimane fa, i 40 posti da RTD-A previsti per il 2019 erano spariti. Non stralciati, né messi in discussione. Spariti. Grazie al faticoso lavoro dei rappresentanti degli afferenti temporanei, dei ricercatori, e degli studenti nelle commissioni, i 40 posti vengono reinseriti a bilancio, seppure a forte rischio taglio. Poi, ieri, la sorpresa. Sarà stata la netta opposizione delle commissioni, o la mozione proveniente da consiglio di dipartimento di CPS, o la pressione di quanti, più o meno precari, si sono sentiti defraudati dalla decisione unilaterale del rettore, ma in senato Ajani ha confermato che i 40 posti ci saranno, anche se “dilazionati”: 26 subito, 14 più avanti, all’erogazione del FFO.
Domani tocca al CdA approvare questa risoluzione, sperando che i 40 RTD-A, che a quanto pare hanno la tendenza a sparire, questa volta rimangano dove sono.

Coordinamento Ricercatori non strutturati UniTo

 

 

 

Comunicato stampa: il rettore Ajani mantenga gli impegni presi

Lo scorso venerdì 20 novembre 2018 abbiamo ricevuto la prima lettera firmata dal rettore Ajani diretta a tutte noi lavoratrici e lavoratori esternalizzati delle biblioteche universitarie di Torino: è un riconoscimento importante del nostro percorso di lotta per la dignità sul lavoro iniziato ben dieci anni fa con il primo sciopero indetto il 16 settembre 2008 contro gli allora annunciati tagli nella gara d’appalto. Continua a leggere

Lettera del Coordinamento dei Ricercatori e delle Ricercatrici Precari/e al Presidente della Repubblica

Al Signor Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
c/o Quirinale
00124 Roma

Egregio Signor Presidente,

Le scriviamo come Coordinamento dei Ricercatori e delle Ricercatrici Precari/e dell’Università di Torino, i cui componenti sono tutti non strutturati e rappresentano ormai oltre la metà di chi in università si occupa quotidianamente di ricerca, didattica e terza missione. Continua a leggere

Per un piano davvero organico

Nell’ultima Commissione Organico di Senato è stato presentato il piano elaborato dal Rettore e dal Cda per programmare l’utilizzo dei punti organico fino al 2022. Qui il resoconto di Silvia.

Tre ore di discussione in commissione hanno fatto emergere molte perplessità e posizioni critiche poiché il piano presenta un’eccessiva rigidità che non sembra contemperare adeguatamente le esigenze di programmazione, le specificità dei dipartimenti e delle diverse aree disciplinari, le trasformazioni delle esigenze che in un tempo così lungo si determineranno.  In sostanza, se si seguisse il piano del Rettore, più del 50% dei punti organico in arrivo sarebbero congelati, a cui si aggiunge il vincolo esistente: il 30% gestito dal Rettore per le esigenze strategiche.

Cosa rimane? Ma soprattutto, sono possibili strategie alternative? Continua a leggere

Gli impegni per le biblioteche ora vanno mantenuti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al Rettore dai bibliotecari esternalizzati che lavorano in UniTo, che sono attualmente in attesa di conoscere i dettagli della gara di appalto che li riguarda.
In questa lettera si esprimono tutte le preoccupazioni dei lavoratori per il precedente creato dal Politecnico di Torino in una gara analoga: consentendo ai partecipanti di applicare di contratti di lavoro non pertinenti alle mansioni svolte, la gara del PoliTo ha visto vincere una ditta che ha proposto un ribasso enorme (quasi il 20%) che verrà pagato dai lavoratori con un notevolissimo peggioramento delle condizioni lavorative e stipendiali a parità di mansioni svolte.
L’auspicio è che il nostro Ateneo si guardi bene dal ripercorrere la strada del PoliTo, che appare grave sia da un punto di vista sociale che da un punto di vista legale.

Molti sono convinti che le Biblioteche universitarie siano luoghi tranquilli e sereni dedicati allo studio, alla ricerca e alla conservazione del sapere, ma a volte al loro interno si consumano storie di precarietà infinità e sottopagata.

A breve l’Università di Torino dovrà bandire la gara d’appalto per il servizio Reference delle biblioteche universitarie. L’ateneo, dopo aver rinunciato a aprire un processo di internalizzazione tramite una partecipata, ci ha spiegato che con il prossimo appalto avrebbe tutelato i nostri salari e i nostri diritti. Di più, avrebbe migliorato la nostra situazione. Noi invece oggi siamo molto preoccupati per come potrebbe finire il nuovo appalto. Soprattutto dopo che abbiamo visto com’è finita al Politecnico. Continua a leggere